Il debito pubblico è una truffa e il commissariamento abusivo. Ma la giunta Oliverio continua a dormire

sanità euro

 

La causa dei tagli alla sanità è la truffa del debito pubblico nel sistema dell’euro. Ecco perchè ho interrogato il governo sul perché mantenga il commissariamento nella sanità della Calabria, dato che è illegittimo e ancora più dannoso.

 

di Dalila NESCI

 

Il governo rimarrà nel più squallido silenzio, perché ho detto la pura verità. Nel frattempo, se il governatore della Calabria vuole salvare la faccia, agisca subito legalmente contro il commissariamento della sanità da parte del Governo Renzi, amico delle banche.

Il commissariamento della sanità calabrese deve finire subito, perché è illegittimo e in 5 anni ha portato la Calabria all’ultimo posto nella classifica dell’assistenza sanitaria. La medicina ha fatto più danni della malattia.

A riguardo oggi ho presentato una specifica interrogazione, rivolta al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Economia e della Salute, in cui ho chiesto su quale diritto poggi la gestione governativa della sanità regionale e come essa possa continuare, dati i danni ormai certificati.

Lo sfascio dipende dal sistema dell’euro, collegato agli obiettivi di finanza pubblica, per cui i numeri prevalgono nettamente sul diritto alla salute previsto dalla Costituzione. Se il popolo conoscesse per bene la truffa del debito pubblico, legata all’emissione della cartamoneta dalla privata Banca centrale europea, scoppierebbe immediatamente una rivoluzione armata.

Inoltre, i tagli alla sanità hanno distrutto quei pochi servizi che aveva la Calabria. Si sono creati ampi spazi per un clientelismo e affarismo ancora più devastanti, grazie anche alla debolezza, all’ignoranza o rinuncia della politica regionale.

Il Movimento cinque stelle, invece, è l’unica forza ad affrontare radicalmente il problema della distruzione della sanità a partire dalla truffa del debito pubblico. Non c’è una sola ragione per cui la Calabria debba ancora essere commissariata per la sanità.

La tacita proroga del commissariamento dal 1 gennaio 2013 è avvenuta in violazione di legge, così come la più recente nomina del commissario ad acta Massimo Scura e del sub-commissario Andrea Urbani.

Adesso i risultati del commissariamento sono pubblici, ma non c’era bisogno di conferme statistiche: la Calabria non ha il minimo indispensabile per tutelare il diritto alla salute. Questo fatto deve indurre la giunta regionale, guidata da Mario Oliverio, ad assumere iniziative di tipo legale per uscire dal commissariamento abusivo, col quale i governi centrali hanno affossato la sanità, pur ricevendo le tasse dei calabresi, costretti a pagare più degli altri.

È vergognoso, peraltro, che con le aliquote regionali al massimo Oliverio non senta il bisogno di agire contro un governo centrale cieco, sordo e muto.

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