Il danno ambientale e i silenzi di certa stampa

Silenzio

Sul Quotidiano della Calabria di oggi, a pagina 17 nell’edizione di Vibo Valentia, c’è un reportage in cui l’autore, Angelo De Luca, sostiene che non vi sia alcun impegno per l’istituzione del registro dei tumori in Calabria. Si tratta di un’informazione non vera e fuorviante, per cui Paolo Parentela e io abbiamo già inviato una replica al giornale.

di Dalila NESCI

Il pezzo di De Luca racconta dell’inquinamento della Regione, ne esamina delle cause e parla anche del processo Poison – della Procura di Vibo Valentia su un grave disastro ambientale – per cui sono intervenuta con un’interrogazione, rispetto al rinvio di mesi per mancanza di giudici togati.

Per introdurre con legge l’obbligo di istituire il registro dei tumori in ogni regione, nel dl “Terra dei fuochi”, arrivato alla Camera nello scorso gennaio e approvato al Senato il 5 febbraio 2014, avevamo presentato un nostro emendamento, purtroppo bocciato.

Ne riporto qui il testo: «Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, le regioni hanno l’obbligo di istituire un registro complessivo dei tumori secondo gli attuali ambiti provinciali al fine di raccogliere, valutare, organizzare e archiviare in modo continuativo e sistematico le informazioni fondamentali su tutti i casi insorti di neoplasia, rendendole disponibili per studi e ricerche. Detto registro servirà a raccogliere i dati relativi alle malattie tumorali dei residenti negli ambiti di cui al comma precedente e le informazioni su ogni singolo tipo di tumore negli ambiti medesimi».

Inoltre, in una nostra interrogazione parlamentare del 9 gennaio scorso per la bonifica della valle del fiume Oliva (Amantea, in provincia di Cosenza), nota per un drammatico inquinamento, abbiamo chiesto ai ministri dell’Ambiente, della Salute e dell’Interno «se il commissario per il rientro dal debito sanitario non ritenga opportuna la predisposizione del Registro Tumori della Calabria, unitamente a un registro epidemiologico e a tutte le misure necessarie affinché sia tutelata la salute dei cittadini».

L’interrogazione non ha mai ricevuto risposta e le istituzioni di riferimento sono cambiate. Mi preme sottolineare un fatto: stiamo lavorando con scrupolo e rigore sui problemi dell’ambiente in Calabria. Dobbiamo concludere che parte della stampa non vuol saperne?

Posto che con Paolo (Parentela), per citare alcune azioni, ci siamo occupati più volte – e non solo con interrogazioni parlamentari – della mancata bonifica a Crotone, della vicenda della Marlane di Praia a Mare (Cosenza) e dell’inquinamento nella valle del Fiume Oliva;

posto che sempre con Paolo, ma anche con gli altri colleghi M5S Nicola (Morra) e Federica (Dieni), siamo intervenuti duramente sull’ecomafia in Calabria e sull’interramento di scorie emerso dagli atti parlamentari della commissione parlamentare Rifiuti della XVI legislatura, oggi desecretati;

riporto di seguito l’elenco delle

INTERROGAZIONI SULL’AMBIENTE DELLA CALABRIA PRESENTATE COME PRIMA FIRMATARIA e LORO LINK.

Interrogazione sulla discarica di Celico (Cs) nel contesto del sistema dei rifiuti in Calabria

Interrogazione sull’impianto a biomasse di Longobucco (Cs)

Interrogazione sui 16 anni di commissariamento per l’emergenza ambientale in Calabria

Interrogazione sulla centrale termoelettrica di Saline Joniche (Rc)

Interrogazione sull’invaso Alaco (Serra San Bruno, Vv)

Interrogazione sul rigassificatore di Gioia Tauro (Rc)

 

 

 

 

 

 

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