Il do ut des tra Pd e Ncd in Calabria: Renzi ora deve rispondere

Renzi-Oliverio

 

 

Dopo la notizia apparsa su “Il Quotidiano del Sud” di oggi, secondo cui Mario Oliverio dovrebbe ricevere da Matteo Renzi la nomina a commissario ad acta per il Piano di Rientro, ho presentato immediatamente un’interrogazione parlamentare. Quello che sembra, infatti, è che dopo tanti “no” del governo, sia infine arrivato il “si” solo dopo la nomina di Pino Gentile a vicepresidente del consiglio regionale. Una cosa inammissibile: la legge non può essere subordinata agli accordicchi politici.

 

di Dalila NESCI

 

Il governo chiarisca in definitiva se la Calabria sarà vittima di appetiti di palazzo o se la sanità della regione, al momento bloccata, sarà ripresa subito e nell’interesse pubblico. Ecco perchè stamattina ho presentato un’interrogazione rivolta al presidente del Consiglio e ai ministri di Salute ed Economia, sulla base della ricostruzione fatta da “Il Quotidiano del Sud” circa la nomina del commissario per il rientro dal debito sanitario della Calabria. In sostanza, l’imminente nomina del governatore regionale Mario Oliverio (Pd) a commissario per la sanità calabrese sarebbe in ultimo stata bilanciata, sotto la regia del governo Renzi, con la vicepresidenza del consiglio regionale della Calabria ottenuta dall’esponente Ncd Pino Gentile.

Da quanto si legge sul quotidiano, nel decreto Milleproroghe verrà inserita dal governo una specificazione normativa per consentire la nomina di Oliverio a commissario. Il governo avrebbe potuto nominarlo entro il 2014 con le vecchie norme, evitando di subire gli intralci del partito di Alfano, che il Movimento cinque stelle aveva già anticipato. Quello che sembra, dunque, è che tutto sia stato fatto soltanto dopo la nomina di Gentile. Il che sarebbe l’ennesima vergogna di una politica che non vuole cambiare. Altro che “il nuovo che avanza”.

La famiglia Gentile mantiene un peso considerevole a Roma, il che può ripercuotersi sulla risposta alle urgenze della Calabria. Controlleremo ogni volta i singoli provvedimenti della Regione, sempre pungolando nel merito l’amministrazione regionale.

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