Il governo avalla gli abusi di Scura e Urbani sull’ospedale di Trebisacce

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È inquietante la risposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin all’odierna interrogazione, svolta alla Camera, sulla mancata riapertura dell’ospedale di Trebisacce, nonostante la sentenza di favore del Consiglio di Stato. Denunceremo la vicenda alla procura di Roma.

 

Di Dalila NESCI

 

Il ministro Lorenzin si nasconde dietro a tecnicismi privi di fondamento. Il governo non è più un interlocutore istituzionale per la sanità calabrese, nel momento in cui, come ha confermato il ministro Lorenzin, consente che il commissario alla sanità calabrese Massimo Scura e il suo vice Andrea Urbani calpestino liberamente decisioni chiarissime della magistratura.

Insieme a Nicola Morra e Paolo Parentela, denunciammo il problema già nei mesi scorsi, nella generale indifferenza delle istituzioni. La democrazia in Calabria non esiste e il piano di rientro non garantisce il diritto alla salute dei cittadini, che non può dipendere da ragioni di cassa né dagli umori dei commissari del governo.

Mentre alle comunità di Trebisacce e Praia a Mare non viene riaperto l’ospedale, violando il dispositivo di due sentenze del Consiglio di Stato, i commissari per il rientro redistribuiscono senza criteri i nuovi budget sanitari; nonostante, peraltro, che il tavolo di verifica avesse fermato quei fondi, un tempo dati alla Fondazione Campanella.

Denunceremo queste vicende anche alla Procura di Roma perché i cittadini di Trebisacce, di Praia e di tutta la Calabria non possono aspettare i walzer del governo e dei commissari Scura e Urbani.

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