Il pagamento dei precari della Regione Calabria è una vittoria M5S

precari

Secondo quanto precisato dall’ufficio stampa della giunta regionale, è stato disposto il pagamento dei precari della Regione Calabria per 13,8 milioni di euro. Un buon risultato che il Movimento Cinque Stelle con le sue battaglie ha contribuito a portare a casa. Ma i timori restano, a causa di una classe dirigente regionale assente e di un governo nazionale piegato agli impegni presi con l’Unione Europea.

 

di Dalila NESCI

 

Il pagamento dei precari calabresi e dei dipendenti della Regione Calabria è anche merito delle pressioni politiche, delle denunce e degli atti parlamentari del Movimento Cinque Stelle. Curioso però che l’assessore Giacomo Mancini e tutta la giunta regionale si ricordino dei lavoratori dell’amministrazione pubblica soltanto a ridosso delle elezioni. Ci sono voluti infatti mesi e mesi di protesta e di umiliazioni prima che gli Scopelliti’s si svegliassero dal loro letargo e pensassero ai problemi reali di una Regione sempre più disastrata.

Il Movimento Cinque Stelle invece ha fatto sempre il suo, presentando a riguardo anche esposti alla procura e alla Corte dei conti per valutare eventuali rilievi penali o contabili. Atti concreti, i nostri, per il bene della cittadinanza e che, ancora una volta, hanno messo una classe dirigente affarista con le spalle al muro e l’hanno obbligata ad interessarsi del problema di cui per mesi Scopelliti e compari si sono disinteressati.

I cittadini calabresi sanno bene che questa classe politica è fallita e non accetteranno nessuna speculazione politica. È bene che lo sappia l’assessore Mancini che oggi blatera e promette che la giunta penserà fino all’ultimo ai lavoratori. È troppo tardi, ormai. Pensasse piuttosto, il caro Mancini junior, al disastro che ha commesso sui fondi europei: la Calabria per colpa sua rischia di perdere oltre un miliardo. È finito il tempo delle promesse e dei giochi di palazzo. Gli Scopelliti’s hanno sempre pensato ai loro affari di corte e mai al bene di una Regione che hanno così distrutto. Se hanno un minimo senso del pudore, dovrebbero ora tacere. Farebbero più bella figura.

Anche per questo confermiamo tutte le nostre preoccupazioni e per il precariato calabrese e per tutti i lavoratori della Regione Calabria, in considerazione dei continui tagli imposti dal governo centrale per onorare gli impegni presi con l’Unione Europea.

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