Il Piano M di Monti e Napolitano

Monti_Tagli_2Mario Monti ha introdotto l’Imu, alzato l’Iva e sballato la previdenza pubblica. Da qui in avanti bisognerà sputare sangue e invecchiare al lavoro, prima di ricevere l’agognata pensione. Merito della Fornero, la ministra degli esodati.

Monti ha aumentato le tasse e venduto a caro prezzo la favola dello spread: ci ha bastonati perché «l’ha chiesto l’Europa». Il presidente del Consiglio si è fatto interprete degli interessi delle banche e dei potentati finanziari. L’Italia non è cresciuta e i tagli hanno colpito a morte i servizi essenziali. Anzitutto la sanità.

L’occupazione è calata a picco, il credito è stato azzerato e la lotta all’evasione non ha toccato i soliti furbi, rapidissimi a trasferire capitali all’estero, nei paradisi fiscali. Monti ha evitato di tassare i grandi patrimoni, coerentemente col suo proposito di schiavizzare gli italiani e favorire i ricchi.

Mario Monti ci ha consegnato un’Italia ancora più indebitata, sfiduciata e impoverita; un’Italia in cui i disperati aumentano giorno per giorno, gli imprenditori si ammazzano e i deboli non hanno tutele né ascolto. Monti ha agito con il beneplacito della Chiesa e del presidente della Repubblica, che lo hanno voluto, protetto e sostenuto.

Bisogna scriverlo a chiare lettere: il potere si sta muovendo per riportarlo al governo. Con la candidatura di Monti, Bersani è fuori gioco. Ma andiamo con ordine.

Nella maggioranza il Pd ha appoggiato la distruzione del Paese, poi ha abbagliato gli elettori con la primarie interne, riciclando nelle liste vecchi affaristi della politica. Così, il partito di Bersani ha accarezzato il sogno della vittoria, finito all’istante con il terribile accordo tra finanza, capitale e Vaticano, targato Mario Monti.

In Italia non c’è un candidato premier, come invece ripetono, prendendosi in giro da soli, i sostenitori di Antonio Ingroia. Spetta a Giorgio Napolitano incaricare il nuovo presidente del Consiglio. Ed è fin troppo chiaro, a meno di due mesi dal voto, che Napolitano si rivolgerà a Monti, con l’immediato approdo di molti parlamentari del Pd, accecati dalle poltrone.

Da adesso, allora, è necessario contrastare il Piano M, cioè il Piano di Morte che la cordata Monti vuol completare ricollocandolo alla presidenza del Consiglio. Diversamente le elezioni sarebbero inutili, trasformandosi in una ratifica formale di un progetto perverso, ormai evidente.

Il Movimento Cinquestelle, cioèil popolo sovrano, può fermare Monti e il Piano M. Gli altri, che si perdono in chiacchiere, non vedono il pericolo e non hanno il coraggio né la forza per rimuoverlo.

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