Il Piano regionale anticorruzione della Calabria è solo ipocrisia

Oliverio Mario

 

Nel contrasto della corruzione serve in primo luogo coerenza e concretezza, senza lasciare ombre sulle scelte amministrative.

di Dalila NESCI

 

Questo è il messaggio che ho lanciato, insieme ai colleghi parlamentari M5S Nicola Morra e Paolo Parentela, riguardo alla notizia del varo del piano anticorruzione, data dal governatore Mario Oliverio durante l’inaugurazione della Cittadella, nuova sede degli uffici della Regione Calabria.

A Oliverio e sodali ricordiamo il capitolo ancora aperto delle nomine abusive dei vertici dell’Asp di Reggio Calabria e dell’Azienda ospedaliera di Catanzaro, avvenute negando la normativa nazionale anticorruzione.

Soprattutto le istituzioni regionali e il governo centrale hanno fatto gli gnorri, sorvolando sulla questione che abbiamo posto, dirimente per la credibilità dell’amministrazione Oliverio e per il futuro della Calabria.

Su tali nomine abusive, le istituzioni regionali si sono blindate nel mutismo e il governo Renzi si è reso complice. Parlare per atteggio di piano anticorruzione citando, come ha fatto Oliverio, il capo dell’Autorità nazionale, Raffaele Cantone, è solo ipocrisia, se non si risolvono i casi segnalati.

La mafia è sempre conseguenza del silenzio, dell’ambiguità e della latitanza delle istituzioni.

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