Il Tg1 di Orfeo, la nuova frontiera della (dis)informazione

Il-grillino-del-Tg1-fa-causa-ad-Orfeo-620x372

Direttamente dal vocabolario Treccani. Completezza: “l’esser completo, o anche compiuto, finito in sé”. Lealtà: “l’essere leale, sincerità, franchezza; atteggiamento di correttezza e dirittura morale, attaccamento al dovere e rispetto della propria dignità, nel mantenimento degli impegni assunti, nei rapporti con determinate persone, nella fedeltà alle istituzioni e a chi le rappresenta”. Sembrerebbero significati ovvi, scontati. Ma – si vede – non al Tg1. Leggere per credere.

 

Di Dalila NESCI

 

Si ritiene che l’offerta del Tg1 risponda ai principi della obiettività, della completezza, della lealtà e della imparzialità”. Certo, sarebbe bello se fosse vero. Peccato però che, come spesso accade quando riceviamo le risposte dalla Rai alle interrogazioni presentate in commissione Vigilanza, si dica tutto e il contrario di tutto. Senza alcun pudore.

Ma ricostruiamo i fatti per capirci meglio. Il 24 novembre ho presentato un’interrogazione in relazione al Tg1 andato in onda pochi giorni prima, il 17 novembre.

Nel pieno dell’emergenza alluvione (specie in Liguria) va in onda un servizio in cui si dice che “tra deregulation e condoni, negli ultimi decenni sono tanti i provvedimenti che hanno favorito la cementificazione. Ma nello “Sblocca Italia” del governo non ci sarà nessun condono e nessun metro cubo di nuove costruzioni, assicura il ministro alle Infrastrutture Lupi replicando ai Cinque Stelle”. Punto. Ma manca qualcosa, potrebbe pensare qualcuno. A cosa mai avrà replicato il ministro Lupi? Cosa hanno detto i Cinque Stelle? Non si sa. O, meglio, al Tg1 non interessa riportare alcuna dichiarazione o posizione del Movimento in merito. Eppure non era difficile: sarebbe bastato andare sul blog di Beppe Grillo e scaricare un dossier dal titolo chiarissimo: “Pacchetto emergenze M5S. Peccato però che nessuno si sia preso la briga di farlo in redazione. Oppure, se qualcuno l’ha fatto, ha preferito tacere, tagliar corto. Però la domanda nasce spontanea: ma logica non vuole che si replichi a qualcosa di detto e che, dunque, per consentire a tutti di capire il vero stato delle cose, si dia uguale spazio all’una e all’altro?

Ma, chissà: forse avranno ragione al Tg1 e sbagliamo noi. Non ci resta che prendere in mano il dizionario e sfogliarlo fino alla parola “replica: “risposta che contiene una contraddizione, un’obiezione”. No, non ci sbagliavamo: la replica – ovviamente – è la risposta a un’altra affermazione. Orbene, come si può capire compiutamente una risposta senza la precedente dichiarazione? Domanda da centomila dollari. Ma non per il Tg di Mario Orfeo. Siamo all’ultima frontiera dell’informazione, dunque: diritto di replica (quella assicurata a Lupi) senza che si dica una sola parola a cosa si sia replicato. Spazio all’immaginazione, potrebbe essere la giustificazione, chissà. Certo è che non si capisca come faccia la Rai, nella risposta alla mia interrogazione, a parlare di “completezza” e “lealtà” dell’informazione.

Ma non è finita qui. Passa qualche minuto ed ecco un nuovo servizio in cui il giornalista dice che il Movimento Cinque Stelle ha organizzato una “conferenza stampa contro le politiche del governo a cominciare dal lavoro”. Qui non c’è nemmeno possibilità lontana di giustificare quanto detto. Semplicemente perché è falso. Sarebbe bastato ai bravi giornalisti informarsi un pochino meglio, magari aprire il sito della Camera dove sono raccolte tutte le conferenze stampa per scoprire – udite, udite – che quella conferenza mirava a proporre una “tregua parlamentare per affrontare il problema del dissesto.

Ma attenzione. Il bello deve ancora venire: come giunge a giustificare questa ennesima distorsione il Tg1 nella sua risposta all’interrogazione? Semplice: “le frasi contestate sono il frutto della inevitabile sintesi giornalistica che – ad avviso della Testata – tuttavia nulla toglie alla corretta comprensione dei fatti”. Giuro, non è uno scherzo. In pratica, secondo la redazione capitanata da Orfeo la sintesi giornalistica permetterebbe di dire una balla. Un’altra nuova frontiera del giornalismo: se devi riassumere, dì ciò che vuoi.

E allora prendiamo ancora una volta in mano il vocabolario. “Sintesi“: “l’operazione intellettuale con cui di una materia, di un’argomentazione, di un insieme logico o anche di un complesso di fatti si raccolgono i concetti o gli elementi essenziali; quindi, genericam., compendio, esposizione riassuntiva”. No, mi pare non ci sia “distorsione dei fatti”. Pare proprio di no.

Ecco, caro Orfeo: a noi piace usare le parole per il vero significato che queste hanno. E allora no, non sono corrette queste notizie. Né sono leali o imparziali. Né è una semplice “sintesi” quella offerta dal tuo telegiornale. Non lo diciamo noi. Ma, se vuoi, lo dice il vocabolario. A meno che non si pensi ora che pure la Treccani sia “grillina”.

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>