Il vero presidente della Calabria è Stasi o il marito Marrelli?

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Oggi vi racconto una storia pazzesca sull’asse diabolico Catanzaro-Roma. Sul mio blog ieri ho dato notizia della soppressione dell’articolo 27 del DL 90/2014, avvenuta per le denunce e iniziative parlamentari del Movimento Cinque Stelle: un’interrogazione – che ho promosso in prima persona – e un emendamento specifici.

di Dalila NESCI

Questo articolo del decreto-legge 90/2014 favorisce per 60 giorni i privati che intendano aprire delle cliniche, poiché l’ente Regione non potrà dire se della richiedente struttura sanitaria c’è bisogno o meno nel territorio. Dal 25 giugno (data di entrata in vigore del DL 90/2014) al 24 agosto (data di scadenza del DL), le pratiche per l’apertura di cliniche e case di riposo non necessitano della cosiddetta verifica di compatibilità: la Regione si limita ad accertare se la singola clinica possiede i requisiti tecnici previsti, dopo di che può iniziare l’attività sanitaria.

Il risultato è che in un comune di soli mille abitanti si possono aprire, per esempio, 25 o più case di riposo; a prescindere dall’utenza, dalla domanda di sanità. Se pensate che il “Patto per la Salute” sta tagliando decine di ospedali pubblici, avete il quadro preciso: il ministro Lorenzin, del Nuovo Centrodestra, ha provato chiaramente a favorire la sanità privata. Tra le cliniche in apertura ce n’è una molto importante, in Calabria. Si tratta del Marrelli Hospital di Crotone, di proprietà del marito di Antonella Stasi, la quale, del Nuovo Centrodestra come il ministro Lorenzin, governa la Regione Calabria da quando il predecessore Giuseppe Scopelliti si è dimesso perché condannato.

La situazione è una: se non fosse intervenuto il suddetto articolo 27, Marrelli avrebbe potuto aprire la sua clinica oncologica soltanto con la verifica di compatibilità della Regione, la quale avrebbe probabilmente bocciato la domanda, osservando che a Catanzaro esiste una struttura analoga, finanziata con fondi della stessa Regione e, tra l’altro, in forte crisi per mancanza di risorse adeguate. Non sentite una certa puzza di bruciato?

Gli elementi sono oggettivi: Stasi ha un conflitto d’interesse enorme, eppure in Calabria si fa finta di nulla. Ieri ho posto a Stasi una semplicissima domanda: il marito Marrelli ha beneficiato o no dell’art. 27, soppresso alla Camera ma in vigore fino al prossimo 24 agosto? A sorpresa, a rispondermi è stato il Marrelli Hospital con un comunicato stampa per nulla esaustivo.

Chiedo pubblicamente, allora: il presidente della Regione Calabria è Antonella Stasi o è suo marito? Possiamo accettare che Stasi non risponda a domande precise che riguardano il suo ruolo? La presidente vuole rassicurare i cittadini che il ministro Lorenzin, sua amica di partito, non ha favorito il coniuge Marrelli? Se la sente Stasi di garantire che suo marito non beneficerà della sfacciata scorciatoia che il governo ha dato – temporaneamente, per effetto della soppressione dell’art. 27 del DL 90/2014 – all’apertura delle cliniche private, fregandosene delle prerogative regionali sull’organizzazione della sanità?

Per ultimo, se qualcuno dice di assicurare dei posti di lavoro, specie in una regione depressa, gli è per questo concesso uno speciale privilegio su tutti gli altri?

 

 

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