In Calabria manca la rianimazione pediatrica. Nel silenzio di Oliverio e Scura, M5S chiede la sua istituzione

pediatria

In Calabria manca la rianimazione pediatrica. Assurdo ma vero, e siamo nel 2016. Ho dunque interrogato il governo perché venga istituita al più presto, così evitando gli attuali rischi per i pazienti più giovani e le difficoltà che devono sopportare i loro genitori, spesso costretti a partire per il Nord, dove affrontano grosse spese, a volte rimanendo per mesi lontani da casa.

di Dalila NESCI
Non è giusto che ci sia ancora questa emigrazione sanitaria. Non è giusto, almeno per i più piccoli, che non possono subire gli effetti delle ruberie nella sanità regionale, della sua cattiva gestione, dell’indifferenza criminale dei governi e dei tagli da macelleria legati al sistema dell’euro e alla grande truffa del debito pubblico.

Nella mia interrogazione ho scritto tutte queste cose, riprendendo un’apposita richiesta del Garante della Calabria per l’infanzia, Antonio Marziale, rivolta ai commissari governativi Massimo Scura e Andrea Urbani, alla Giunta e al Consiglio regionale, nonché all’intera rappresentanza parlamentare del territorio.

Superando le note contrapposizioni, il governo nazionale e regionale dovranno attivarsi per dare ai bambini calabresi e alle rispettive famiglie questo fondamentale presidio sanitario.

Ai ministri interrogati ho chiesto “se non ritengano urgente l’assunzione delle iniziative di competenza per l’immediata istituzione di una rianimazione pediatrica per la regione Calabria, a seguito di valutazioni tecniche sulla migliore ubicazione nel territorio, a esclusivo vantaggio dei pazienti e dei loro familiari”.

Nessuna esigenza di contenimento della spesa può intaccare i diritti fondamentali, soprattutto dei minori. È dunque importante che ci sia convergenza delle parti politiche, perché sulla tutela della salute dei bambini siamo in Calabria molto indietro, come dimostra il fatto che la regione è tra le poche a non avere una rianimazione pediatrica.

Se l’esecutivo centrale e regionale non si muoveranno in concreto e con prontezza per le priorità sanitarie della Calabria, aumenteranno ancora il dissenso e l’indignazione popolare nei loro confronti.

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