Inchiesta su fusione banche: la Procura di Vibo conferma i miei avvertimenti

banche politici

 

L’inchiesta della Procura di Vibo Valentia sulla fusione tra Banca di Credito Cooperativo di Maierato e Banca di Credito Cooperativo di San Calogero, nel Vibonese, conferma la fondatezza delle mie preoccupazioni del dicembre scorso.

 

 

di Dalila NESCI

 

 

Proprio a ridosso del Natale lanciai un monito importante, perplessa anche per l’autorizzazione resa dalla Banca d’Italia, nonostante le proteste dei soci. Tuttavia, non avendo nello specifico alcun potere da parlamentare, dovetti limitarmi a una prudente nota di attenzione, comunque molto chiara.

Oggi la Procura di Vibo Valentia contesta irregolarità in quella fusione, il che conferma quanto sia inefficace e pure inutile il sistema dei controlli affidato a Banca d’Italia, soggetto privato in mano ai principali gruppi finanziari del Paese.

Voglio sottolineare che solo dal Movimento 5 stelle, nella legislatura in corso, è arrivata la proposta di trasferire allo Stato il sistema dei controlli bancari e, su mio impulso, di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sui crimini delle banche.

Mi auguro che di là dagli aspetti penali in fase di accertamento non ci siano sofferenze per i risparmiatori, per la cui tutela rivolsi nei mesi scorsi un preciso appello pubblico.

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