Indagato Arena: ennesima prova della fine dell’era Scopelliti

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«Pure Demetrio Arena, pedina di Giuseppe Scopelliti, è indagato. Le ipotesi sono bancarotta fraudolenta e omesso versamento dei contributi dei dipendenti in merito alla gestione dell’azienda trasporti di Reggio Calabria». Lo affermano i parlamentari calabresi M5S Dalila Nesci, Paolo Parentela, Nicola Morra e Federica Dieni, che aggiungono: «Scopelliti comandava tutta Reggio Calabria. Ogni ambito era sotto il suo controllo, diretto o indiretto. Questo ha determinato la sua ascesa al governo regionale ma anche il suo crollo verticale. Le cerchie di potere non hanno più futuro in Calabria. Può finire anche il sistema più ramificato e pieno di complici, sciacalli o prezzolati».

I parlamentari Cinque Stelle sottolineano: «L’indagine a carico di Arena è la riprova dell’assoluta inaffidabilità di Scopelliti e seguaci, alleati o tirapiedi. L’era Scopelliti si è caratterizzata per l’arresto di tre suoi consiglieri regionali per vicinanza alle cosche, oltre che per il commissariamento di Reggio Calabria dovuto a vecchie contiguità mafiose, per la morte di Orsola Fallara e per la condanna del politico a sei anni, con interdizione perpetua dai pubblici uffici».

Nesci, Parentela, Morra e Dieni concludono: «Lo sfasciume pendolo della Calabria non dipende soltanto dallo sconfitto Scopelliti, ma è causato dalla sporcizia e miseria di gran parte della classe politica. La lettera di Magorno a Renzi per lumeggiare la gestione del Tgr Calabria by Terremoto è gravissima. Essa costituisce la prova evidente dell’uso privato dell’informazione pubblica e della negazione più ributtante della meritocrazia, senza la quale la Calabria sarà sempre più brutta e dominata dalla criminalità politico-mafiosa».

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