Integrazione ospedali Pugliese e Mater Domini: il commissario Panella esca dalla commissione

panella

 

Per lettera ho chiesto al commissario dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, Giuseppe ‪Panella (in foto), di uscire dalla commissione per l’integrazione con il policlinico universitario “Mater Domini”.

 

di Dalila NESCI

 

Manca un regolamento, la commissione non è paritetica, la materia è di competenza esclusiva della regione Calabria, il commissariamento della regione per la sanità e illegittimo. Il rischio è che non si faccia un ospedale unico, migliore di quelli da integrare. Il rischio è che di fatto si aiuti l’Università di Catanzaro, cui incredibilmente manca il pronto soccorso, a mantenere storici privilegi (primariati, finanziamenti, e rendite di potere).

Temo che la lodevole iniziativa rischi di risolversi soltanto in un ‪‎mercato sul numero dei primariati. Allo stato attuale vedo solo una strada: le dimissioni di Panella da una commissione in cui la rappresentanza del Pugliese-Ciaccio è pregiudizialmente minoritari. A Panella non rimane, a mio avviso, che uscirne fuori, per non legittimare lavori e conclusioni non condivisibili, che all’occorrenza non potrebbero impugnarsi.

Per me – che per conoscenza ho trasmesso la stessa nota anche ai commissari alla sanità calabrese Massimo Scura e Andrea Urbani, al governatore calabrese Mario Oliverio e al suo vice, Antonio Viscomi, nonché al dg del dipartimento regionale “Tutela della Salute”, Riccardo Fatarella – è assolutamente necessaria una nuova ‪composizione della commissione, rispettosa di tutte le componenti e con un ‪regolamento proprio, al momento mancante.

Nella lettera ho ricordato che “per legge l’integrazione in argomento è di competenza esclusiva della Regione Calabria” e che, come argomentato nella mia ‎interrogazione n. 5-06827 dello scorso 30 ottobre in commissione Affari sociali, firmata anche dalla collega Giulia Grillo, il ‪commissariamento della Calabria per il rientro dal disavanzo sanitario è ‪‎illegittimo, “in quanto la legge non ne ammette la proroga e poiché lo stesso può disporsi soltanto dopo formale diffida, del governo alla Regione, agli adempimenti funzionali agli obiettivi di finanza pubblica”.

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