Interrogazione bis sui budget sanitari: dopo 3 mesi di silenzio, arriva la relazione. Ma è un pacco clamoroso

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Sos Sanità Calabria. A luglio i commissari Scura e Urbani hanno assegnato dieci milioni a operatori privati. Per 3 mesi non hanno detto quali siano i criteri adottati, ancora sconosciuti. Oggi spunta una relazione giustificativa che è un vero pacco.

 

di Dalila NESCI

 

Ho appena interrogato il governo per la seconda volta sul decreto dei commissari Massimo Scura e Andrea Urbani in merito all’assegnazione dei budget alle strutture sanitarie private.

Dieci milioni vengono spartiti a operatori privati della sanità calabrese, senza sapere con quali criteri. Non possiamo permettere questa mancanza di trasparenza, coperta con pezze inadeguate che offendono la comune intelligenza.

Nella relazione della dottoressa Rosalba Barone, comparsa molto tardivamente, non sono rinvenibili criteri specifici per l’assegnazione dei nuovi budget sanitari, decretata nello scorso luglio dal commissario alla sanità calabrese Massimo Scura e dal sub-commissario Andrea Urbani. Pertanto, ho presentato un’altra interrogazione sulla perdurante mancanza dei criteri in questione e sulla stessa, recente relazione d’appoggio, firmata dalla dirigente del dipartimento regionale Tutela della salute.

Nell’atto di sindacato ispettivo mi sono rivolta al presidente del Consiglio e ai ministri della Salute e dell’Economia, ripercorrendo la vicenda, caratterizzata da lunghi e imperturbabili silenzi di Scura e Urbani, nonché dalla promessa del primo di rendere noti i criteri di assegnazione delle risorse, ogni volta rimodulata alla bisogna, con rinvii perfino risibili.

Agli interrogati ho chiesto “quali iniziative urgenti intendano assumere perché si conoscano i criteri e, se non ritengano, in assenza dei medesimi, di dover procedere per la revoca dei rispettivi incarichi commissariali all’ing. Scura e al dott. Urbani”. Altro quesito ai componenti del governo è “se nell’assoluta, documentata nebulosità delle procedure note, non ritengano di revocare con urgenza i provvedimenti commissariali di riassegnazione delle risorse in questione”.

Si tratta di una storia molto grave, che per fatti e dinamiche autorizza a dedurre che i riferiti criteri di assegnazione possano essere stati ricavati successivamente, benché ancora incomprensibili. Dobbiamo mandarli a casa. Stiamo col fiato sul collo.

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