Interrogazione M5S sul taglio dell’abete più alto d’Europa

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Il comunicato di oggi, 11 marzo 2014

«L’articolo 7 della legge 10 del 2013 tutela gli alberi monumentali, che non si possono tagliare. Con la collega Nesci eravamo già intervenuti, ieri, sulla notizia del possibile taglio dell’abete gigante nel bosco dell’”Archiforo”, per risanare le casse del comune di Serra San Bruno (Vibo Valentia), nel cui territorio ricade la pianta, forse la più maestosa d’Europa con i suoi 55 metri. Oggi, invece, annunciamo l’avvenuta presentazione di un atto ufficiale in proposito». Lo dice il deputato M5S Paolo Parentela, primo firmatario dell’interrogazione parlamentare per difendere l’abete dell’”Archiforo”, sottoscritto anche dai deputati Cinque Stelle Dalila Nesci, Federica Dieni, Silvia Benedetti, Massimiliano Bernini, Chiara Gagnarli, Filippo Gallinella, Giuseppe L’Abbate e Loredana Lupo.

«Abbiamo pensato – prosegue il deputato Cinque Stelle – che a scanso di equivoci fosse indispensabile sollevare il caso in ambito parlamentare, poiché viviamo in una continua incertezza, sia in Calabria che nel resto dell’Italia». «Troppe volte – prosegue il parlamentare – abbiamo assistito alla violazione palese di leggi dello Stato, anche al di là della nostra immaginazione. Perciò, siamo stati tempestivi, richiamando il ministro delle Politiche agricole e forestali, Maurizio Martina, alle sue responsabilità».

Con Parentela, Nesci e Dieni concludono: «La Calabria ha già pagato un prezzo altissimo all’ignoranza e alla speculazione del passato. La politica ha ucciso la memoria storica e i capolavori della natura, cementificando e barattando sporchi ricavi. Non permetteremo a nessuno di proseguire nello scempio e nella distruzione, la Calabria è la nostra terra».

Il comunicato di ieri, 10 marzo 2014

«L’abete monumentale del bosco dell’”Archiforo”, nel comune di Serra San Bruno (Vibo Valentia), non si tocca». Lo dice a chiare lettere la deputata M5S Dalila Nesci, originaria del Vibonese, appresa la notizia del probabile taglio della pianta, che servirebbe, pare nelle previsioni del sindaco Bruno Rosi, a risanare il bilancio comunale.

«L’albero – sottolinea la parlamentare Cinque Stelle – è probabilmente il più imponente d’Europa, per quanto si apprende dalla stampa. Misura più di 55 metri e ha una circonferenza alla base di 5,5 metri. Liberarsene per ragioni di cassa è un reato tremendo, cui può pensare soltanto chi ha un’assoluta insensibilità e non sa neppure da dove viene l’aria che respira».

«Voglio sperare – puntualizza la deputata calabrese – che ci sia un errore, che il sindaco di Serra San Bruno non si sia spinto sino a questo punto e ci eviti l’ennesimo scandalo calabrese, stavolta senza appello».

«Per troppo tempo – conclude Nesci – abbiamo assistito al disboscamento selvaggio, all’odio viscerale della politica verso la meravigliosa natura della Calabria, cantata per esempio da Virgilio, Goethe, Alvaro e Wenders e demolita da personaggi politici senza spessore e senza scrupoli. L’ambiente e la foresta calabrese sono una risorsa, una ricchezza di vita che non permetteremo più di inquinare, distruggere o vendere per denaro, soprattutto per riparare a fallimenti amministrativi di generazioni di politici».

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