Interrogazione sul cogeneratore a biomasse di Longobucco (Cs)

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Delle due l’una, o il progetto del cogeneratore a Longobucco (Cosenza) è sicuro oppure non lo è. Sull’opera in costruzione ho presentato oggi un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Ambiente e della Ricerca. Nell’atto, ho chiesto garanzie che non vi siano pericoli per gli abitanti, in considerazione del fatto che il primo appaltatore rinunciò ai lavori – scrisse in una nota – per «carenze progettuali tali da compromettere la validità dell’intero progetto». Di contro, il sindaco di Longobucco precisò ufficialmente che si trattava di refusi progettuali «ininfluenti ai fini della realizzazione del progetto».

di Dalila NESCI

L’esperienza di L’Aquila deve spingerci a non sottovalutare mai nulla. La Calabria ha un territorio molto a rischio, per cui è fondamentale sapere se il cogeneratore a biomasse sorgerà in una zona sicura o meno e se il progetto garantisce la popolazione. Ove ci fossero incertezze, dubbi e possibili rischi, occorrerebbe fermare l’iter amministrativo e approfondire le cose.

Sono del parere, poi, che debba essere la popolazione a scegliere se il cogeneratore (in foto l’impianto di Rivarolo, in provincia di Torino, nda), che non è a impatto zero, debba essere costruito o meno a Longobucco. Questo caso conferma la necessità di ascoltare gli abitanti del territorio, che sono i diretti interessati. Specie in Calabria, avremo una democrazia quando sapremo partire dai bisogni veri dei cittadini, che devono essere sempre coinvolti nelle decisioni che toccano la loro vita quotidiana.

 

 

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