#IOVOGLIOVOTARE: l’appello per il voto agli studenti all’estero

#IOVOGLIOVOTARE: gli schiaffi della democrazia te li porti dietro anche all'estero.

#IOVOGLIOVOTARE: gli schiaffi della democrazia te li porti dietro anche all’estero.

Con le elezioni si fa il parlamento, quindi il governo. Per anni, ai residenti all’estero non è stato permesso di votare. Adesso gli studenti in Erasmus rischiano lo stesso servizio. Il governo Monti pensa a un decreto per il voto all’estero o a un accordo per sconti sul biglietto di volo. Questo sarebbe una fregatura: gli studenti non possono pagare per esercitare il diritto al voto. Facciamo circolare questo post. A tutti deve essere consentito di votare o di starsene a casa. Stavolta, poi, ogni singolo voto è indispensabile a costruire un’Italia diversa, in cui vivere con dignità e fiducia, possibilità e mezzi, servizi e soddisfazioni.

di Dalila NESCI

Abbiamo sentito in ogni salsa che il voto è l’espressione più alta della democrazia. Ma la casta ha mantenuto la porcata di Calderoli.

Berlusconi, Bersani, Casini, Fini, Di Pietro e Monti ci hanno bombardato con la riforma elettorale. Perfino il presidente della Repubblica. Poi nessuno ha modificato un tubo. I partiti hanno intuito che con le preferenze avremmo potuto licenziare – e per giusta causa – i boss di palazzo e i rispettivi lacchè. Perciò, i disonorevoli nostrani l’hanno menata per le lunghe, come sempre badando ai loro affari e alle loro poltrone.

Chi sta all’estero non ha avuto opportunità nel Belpaese. Possiamo capire la rabbia di ricercatori e operai malpagati che, viste le raccomandazioni, le ruberie e le clientele di casa nostra, hanno messo una bella croce sull’Italia.  La loro rabbia è la nostra: come studenti, abbiamo assistito, pur protestando a voce alta, alla distruzione della cultura. L’infossamento della scuola e dell’università fu avviato dal centrosinistra e ultimato dalla ministra berlusconiana Mariastella Gelmini. Per completare il lavoro, entrambe le parti ignorarono con gravi danni il patrimonio culturale, sia materiale (siti archeologici, monumenti, opere) che immateriale (musica, cinema, teatro, arte in senso ampio). Senza contare che le tasse universitarie sono andate alle stelle e le fasce di reddito hanno raggiunto la stessa equità di Equitalia.

Tutto, in questo pazzo sistema, è contro il futuro delle nuove generazioni, contro la serenità degli anziani. La politica deviata si mette a riparo dai giovani: noi abbiamo le idee, gli strumenti e la passione per restituire le istituzioni ai cittadini, per riprendere la cosa pubblica e realizzare il bene comune. Abbiamo la carica, il coraggio e le capacità per invertire la rotta, per chiudere i rubinetti degli sprechi, per liberare il Paese dall’economia drogata dalla finanza, dalle banche e dal capitalismo selvaggio, cioè il mondo degli evasori legalizzati, degli imbroglioni che esternalizzano, dei truffatori finanziati dallo Stato.

Sappiamo che per il voto degli studenti all’estero si è mossa anche la Commissione europea: la cipriota Androulla Vassiliou, commissaria all’Istruzione e cultura, ha chiesto che non ci siano discriminazioni. Monti ha delegato in proposito il ministro dell’Interno e degli Esteri. Devono votare 25mila ragazzi, fuori dall’Italia per motivi di studio.

A riguardo, il Viminale sta verificando che un decreto per il voto all’estero sia in linea con la Costituzione. Mentre la burocrazia promette risposte, si profila la soluzione degli sconti aerei: il Viminale potrebbe accordarsi con le compagnie di volo per degli sconti sul biglietto. Sarebbe una fregatura, se ai ragazzi toccasse pagare per l’esercizio di un diritto!

Facciamo circolare questo post. A tutti deve essere consentito di votare o di starsene a casa. Stavolta, poi, ogni singolo voto è indispensabile a costruire un’Italia diversa, in cui vivere con dignità e fiducia, possibilità e mezzi, servizi e soddisfazioni.

Vediamo e facciamo circolare questo video:

#IOVOGLIOVOTARE: gli schiaffi della democrazia te li porti dietro anche all’estero

 

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