Italcementi Vibo, oggi il tavolo allo Sviluppo economico. Ecco le mie posizioni

Ingresso di Via Molise, 2

Sono molto preoccupata per i lavoratori dell’ex Italcementi di Vibo Valentia, che rischiano la tragedia della disoccupazione. Oggi c’è il  tavolo tecnico del al Ministero dello Sviluppo economico (in foto, nda), convocato dal sottosegretario Claudio De Vincenti per individuare l’alternativa. In realtà, ieri il dalemiano De Vincenti ha parlato a Roma con due esponenti del suo stesso partito, il Pd: il deputato Brunello Censore e il consigliere regionale calabrese Pietro Giamborino.

di Dalila NESCI

In occasione del primo incontro allo Sviluppo economico, avvenuto il 10 settembre scorso, io avevo contestato l’assenza di proposte e di polso da parte del presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, remissivo, e la generale mancanza di realismo politico sulla chiusura dello stabilimento Italcementi di Vibo Valentia.

Oggi devo sottolineare che, malgrado un certo ottimismo nel Pd, non ci sono impegni dell’azienda, la politica ha agito con grave ritardo e non ha salvaguardato l’esistente. Inoltre le ipotesi di Nomisma, il cui studio è stato pagato da Italcementi, vanno in una direzione assolutamente non condivisibile, di scarsa occupazione e forte inquinamento. Peraltro non c’è ancora un’impresa che voglia investire.

Occorre insistere sulla bonifica del sito industriale, che garantirebbe lavoro per almeno cinque anni. Mi fa piacere che il governatore Scopelliti stia iniziando a capirlo e ieri lo abbia detto a Catanzaro, durante una riunione sulla vicenda. Vuol dire che le nostre critiche sono decise ma chiaramente costruttive.

L’idea di un impianto per la lavorazione dei residui del vetro, avanzata dagli lavoratori, è condivisibile, purché possa operare per l’intero Mezzogiorno.

Su Italcementi sono in sintonia con il Forum delle associazioni del territorio, specie riguardo al riuso produttivo dei materiali. La direzione è ottima, ha ragioni economiche e si sposa con la tutela dell’ambiente quale presupposto per il vero rilancio del turismo, nel Vibonese in forte crisi.

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