La falsa informazione del Tg3: quei “cattivoni” del M5S…

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Stamattina è stata la volta dell’esposto all’AgCom per la sovraesposizione di Matteo Renzi sui canali Rai nella sua doppia veste di presidente del consiglio e segretario Pd, ed oggi è stato il turno della mia interrogazione depositata in Commissione Vigilanza sul resoconto non veritiero del Tg3 nazionale in merito al ddl sullo scambio elettorale politico-mafioso. Il punto però è lo stesso: è necessario che il servizio pubblico cambi strada. Non si può continuare ad offrire un servizio a due facce, trattando le forze politiche con due pesi e due misure.

 

di Dalila NESCI

Ieri, infatti, è andato in onda sul Tg3 delle 19,00 un servizio (qui il link per vederlo) sullo scontro tra maggioranza e Movimento Cinque Stelle appunto sul disegno di legge riguardante lo scambio elettorale politico-mafioso. Tralasciando il fatto che ancora una volta – come capitò con la Boldrini col decreto Imu-Bankitalia – la maggioranza è ricorsa allo strumento antidemocratico della “ghigliottina”, è vergognoso come sia stata trattata la cosa dal telegiornale della terza rete.

La giornalista, in pratica, ha lasciato intendere che la colpa del caos fosse dei nostri colleghi al Senato (“A Palazzo Madama oggi è scoppiata di nuovo la protesta dei Cinque Stelle…”), senza però specificare minimamente le ragioni del nostro ostruzionismo: il testo arrivato in Senato dopo le modifiche della Camera è irricevibile perché è – né più né meno – un regalo alle mafie, dato che si dimezzano le pene (che passano da  un minimo di 7 a un massimo di 12, a un minimo di 4 a un massimo di 10) e si cancella interamente la cosiddetta “messa a disposizione” del politico nei confronti del mafioso, fattispecie che dunque, se il testo dovesse essere approvato così com’è, non sarà più punibile.

Su tutto questo c’è stato il silenzio assoluto del Tg3 che, invece, non è stato dimentico di ricordare le ragioni addotte dal Partito Democratico sulla “bontà” del testo, dato che è stato definito “equilibrato e perfetto” da Raffaele Cantone, presidente dell’Authority Anticorruzione, e Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia.

Il risultato è che, chi ha ascoltato il Tg3 di ieri, avrà avuto un’idea paradossale: noi del M5S brutti cattivoni che non dicono “sì” a nulla nemmeno quando di mezzo c’è la lotta alla mafia, e il Pd eroe della patria. Un resoconto falso, ingiusto e lontano anni luce da quello che dovrebbe essere il servizio pubblico.

Credono di abbatterci. Ma non ce la faranno. Noi continuiamo, monitoriamo, denunciamo. E soprattutto non ci arrendiamo. Mai.

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