La mia lettera a Scura: sprechi e disservizi nella sanità, serve un incontro urgente

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Preg.mo Commissario Ing. Scura,

 

il suo compito è il rientro dal debito sanitario della Calabria, che nello specifico ha subito in largo, purtroppo, l’arroganza e l’affarismo di parte della politica ed appendici.

In questi giorni sto girando per gli ospedali calabresi, in cui si registrano disservizi – anche gravi – causati dai ritardi e dalle indifferenze del Governo, nonché da un’organizzazione in loco irrazionale, frammentata e mai rivista in modo compiuto.

Sento il dovere, pertanto, di rappresentare alcune priorità, connesse al grande bisogno di sanità dei calabresi, sfiduciati ma non rassegnati.

Lo scorso 17 febbraio, con gli altri parlamentari calabresi del Movimento cinque stelle ho trasmesso un esposto alla Procura e alla Corte dei conti, in ordine alla mancata attivazione della Cardiochirurgia di Reggio Calabria, contemplata dalla normativa vigente. Parimenti, abbiamo segnalato l’anomalia della Cardiochirurgia dell’Università di Catanzaro, operativa pur senza posti letto assegnati.

Nel caso di specie abbiamo rilevato un paradosso clamoroso e inconcepibile: una struttura non autorizzata in funzione a Catanzaro e un’altra prevista a Reggio Calabria ma ferma, con esborso continuo di denaro pubblico perché realizzata in leasing. A ciò si aggiunge il fatto – e l’abbiamo denunciato in altre circostanze – che l’AOU Mater Domini percepisce fondi regionali con un protocollo scaduto da tanto, a prescindere dalle prestazioni effettivamente erogate. Ci sarebbe, in tal caso, uno spreco di circa 20 milioni all’anno.

Varrebbe qui ricordare che la vicenda speculativa della Fondazione Tommaso Campanella, che ha concorso ad affossare la sanità regionale, nacque in seno all’Università di Catanzaro. Essa, di là dagli accertamenti in corso della procura, ha finito per sottrarre risorse preziose alla collettività e alla tutela reale del diritto alla salute.

La sintesi che se ne ricava è che i criteri su cui oggi si fonda l’organizzazione sanitaria non sembrano valere per l’Università di Catanzaro, che la Regione Calabria continua a foraggiare indipendentemente dalla produttività, contrariamente a quanto previsto dalle norme di legge. Questa mecca deve cessare al più presto. Sarà bene che vi ponga rimedio il governatore della Calabria, che riteniamo non voglia perpetuare questo illecito bengodi coi soldi dei calabresi.

Per ultimo, la nuova, annunciata rete dell’assistenza, ancora ignota ai più, andrebbe perfino rimodellata – stando alle ultime – sull’estemporanea previsione di una sola azienda sanitaria per l’intera Calabria, il che riporterebbe indietro tutto e tutti. Il Patto per la salute 2014-2016, poi, obbliga a modificare ancora la suddetta rete, quando la regione ne ha già una approvata dai ministeri competenti, che può essere migliorata ma non, certamente, stravolta.

Ciò premesso, le chiedo di voler incontrare nei prossimi giorni una rappresentanza parlamentare calabrese del Movimento 5 stelle, per discutere di quanto qui riassunto e di altre questioni importanti in tema di sanità regionale.

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