La stampa calabra oscura Cono Cantelmi per paura che vinca

Cono Cantelmi

 

 

Fanfare, trombe e strilli da una parte, silenzi imbarazzanti dall’altra. La logica e la politica della stampa calabrese, dispiace dirlo, rimangono sempre le stesse. E così ogni giorno ci tocca constatare che, nonostante l’impegno concreto del nostro Cono Cantelmi, candidato governatore, sui problemi reali, i giornali preferiscono oscurarlo, relegarlo in fondo, quasi per non dare fastidio al potentato. E invece, se si tratta di Mario Oliverio o di Wanda Ferro, ecco pronto il paginone. Anche per dire – è uscito anche quest’articolo! – che il candidato Pd ama le auto d’epoca.

 

di Dalila NESCI

 

Michele Trematerra esce dall’Udc per andare in Forza Italia? Ci faccio il paginone. Wanda Ferro incontra Jole Santelli per parlare non si sa bene di cosa? Notiziona che merita l’apertura. Magorno si lancia in una pseudo-accusa contro Mario Oliverio che prima apre a Udc e Ncd e poi finge di chiudere la porta (lasciandola semmai socchiusa. Per chi volesse…)? Ottimo: prima pagina!

I problemi, intanto, rimangono lì. Tutti. Quasi se la posizione di Dattolo, Ottavio Bruni, Maiolo e via dicendo potesse essere determinante per il futuro della Calabria. Eppure a leggere i giornali, dal “Quotidiano della Calabria” alla “Gazzetta del Sud”, è questo quello che sembra. Ve le immaginate le riunioni di redazione?Oggi pare che Ottavio Bruni potrebbe lasciare l’Udc”. “Caspita – risponde l’altro – il destino della Calabria è in bilico!”. “Ma c’è la ‘ndrangheta che intanto ha monopolizzato gli affari del porto di Gioia Tauro, ci sono i precari in protesta a Villa San Giovanni, c’è un’intera ex giunta (Loiero, per esser chiari, nda) indagata per favori assicurati ai soliti amici imprenditori!”. “Ma dai – controbatte il vissuto cronista – mi vuoi far credere che sono davvero questi i problemi della nostra regione se ancora non sappiamo se Nico D’Ascola sarà il candidato di Udc e Ncd?”.

Paradossale, no?

Eppure è proprio così che stanno le cose. In questo periodo i giornali sono pieni di notizie (se così vogliamo chiamarle) completamente inutili. I partiti, tutti, si disinteressano completamente dei problemi reali. E allora l’unica forza politica – il Movimento Cinque Stelle – che tratta le questioni più gravose e drammatiche della Calabria viene relegata in un angolino. Perché – occhio – su alcune cose meno si calca la mano e meglio è.

Qualche esempio per farvi capire. Ieri Cono Cantelmi, sostenuto da me, Paolo Parentela e Nicola Morra, è intervenuto sulla notizia secondo cui un consigliere regionale ex Pdl avrebbe comprato voti dalla ‘ndrangheta. Mentre tutti i partiti sono rimasti incredibilmente zitti (e forse qualcuno avrà fatto come Giuda all’ultima cena: “sono forse io?”), gli unici a parlare siamo rimasti noi. E qual è stata la risposta della stampa? Prendiamo “La Gazzetta”, pagina 21 (la prima delle calabresi). Cono, nonostante la centralità dell’argomento, è relegato in fondo, con una fotina che nemmeno si vede. E al centro, enorme, ecco la gigantografia della Ferro e di Tallini a corredo di un pezzo troppo importante per le sorti calabresi sulla nascita di Alternativa Popolare (che poi: bella idea quella di chiamare la lista che racchiuderà Udc e Ncd “alternativa”, considerando che saranno tutti gli uscenti dell’amministrazione Scopelliti. Il decoro, questo sconosciuto…).

Finita qui? Certo che no. Ancora ieri siamo intervenute io e l’europarlamentare M5S Laura Ferrara sul rischio che i fondi Ue (parliamo di oltre un miliardo solo per la Calabria) tornino inutilizzati a Bruxelles. Colpa anche dell’assessore Giacomo Mancini che ha cambiato l’Autorità di Gestione con un atto fuori procedura, tanto che Laura è intervenuta con un’interrogazione al Parlamento europeo, ed io già tempo fa con un’interrogazione a Montecitorio, a cui ho fatto seguire due esposti, uno alla procura di Catanzaro e l’altro alla Corte dei Conti per eventuali rilievi penali ed erariali. La notizia è stata ripresa dal “Quotidiano” (pagina 13). Ma come? Leggiamo: “Fondi Ue a rischio, è allarme”. Occhiello: “La Cgil e il Movimento 5 Stelle all’attacco dell’assessore Mancini”. Domanda: da quando in qua un sindacato, con tutto il rispetto, viene prima di una forza politica? Qui, ovviamente, nessuno vuole attaccare il sindacato. Ci si chiede però se a Forza Italia o al Pd sarebbe stato garantito lo stesso trattamento. Domanda lecita la cui risposta, almeno per noi, è scontata. Ma andiamo a leggere il pezzo. Se alla Cgil è assicurata apertura e grande spazio, a me e Laura solo le battute finali nelle quali, peraltro, è assente la cosa più importante: che la questione è stata portata anche al Parlamento europeo con un’interrogazione ad hoc. Si dirà: forse la Cgil è arrivata prima di noi col suo comunicato. Niente affatto: il nostro intervento è stato diramato dall’Ansa prima dell’una; quello della Cgil è delle 15,13. Ergo: la scelta del “Quotidiano” è un atto studiato, pensato e voluto.

Ma andiamo avanti con altri piccolissimi esempi (e ci stiamo limitando soltanto alla giornata di oggi!). Giunta Loiero indagata: sono intervenuta – ancora nel silenzio di tutti i partiti – affermando una cosa semplicemente di buon senso: “È l’ennesima prova che le parti politiche sono uguali e fanno danni enormi, indipendentemente dai loro colori”. Niente: nessuno riprende una sola riga. E ancora: ieri Cono ha più che giustamente sfidato Mario Oliverio e Wanda Ferro sui problemi della Calabria e sulle loro soluzioni: “Non ci interessa – ha detto – la sorte dei Gentile e Trematerra. Per il Movimento Cinque Stelle, per esempio, la sanità in Calabria è proioritaria, affossata dagli errori mostruosi di Loiero e Scopelliti, dall’affarismo, dalle ingerenze criminali e dal clientelismo trasversale della politica”. Domanda da cento dollari: chi avrà ripreso la nota e la sfida di Cantelmi? Ovviamente, nessuno. Troppo scomoda!

Insomma, quello che sembra è che la stampa non ci vuole sui quotidiani. Ci riprende solo quando non può fare altrimenti (nel silenzio imbarazzante degli altri partiti, sulle questioni che contano siamo gli unici ad esporci). Ma, comunque, lo fa con una strategia mirata e sottile, oscurando Cono e depotenziando il suo messaggio. Di modo che i partiti possano continuare a sguazzare, nelle prime pagine, sui loro cari interventi sul vuoto, sulle loro beghe sul niente, sui loro accordi invisibili, sui loro dissidi inesistenti.

I partiti sono scomparsi. Ma la stampa preferisce fare ologrammi di nulla.

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