La stampa calabrese, i giochetti di partito e il MoVimento oscurato

Disinformazione

 

Tanta stampa nasconde o minimizza le azioni dei Cinque Stelle, a vantaggio dei partiti amici, cui riserva paginoni e titoloni. Sui giornali calabresi di oggi, in merito alle nomine dirigenziali illegittime della giunta della Calabria, si fa riferimento alla posizione dei consiglieri regionali del Pd Carlo Guccione e Demetrio Naccari, quindi alla mia. Peccato, però, che gli unici nomi presenti siano quelli dei due del Pd, nonostante loro si siano mossi con notevole ritardo rispetto a me.

 

di Dalila NESCI

 

Lungi da me fare polemiche inutili. Anzi. È del tutto curioso però che, ancora una volta, la stampa calabrese limiti lo spazio al Movimento Cinque Stelle, illuminando meccanicamente altre forze politiche. Anche quando questa scelta è del tutto ingiustificata. Proprio come capitato oggi: negli articoli sulle nomine dirigenziali illegittime di stamattina figurano solo i nomi di Guccione e Naccari, pure in ritardo rispetto ai miei interventi.

Un semplice caso? Un capriccio dei soliti “grillini”? Niente affatto. Nei mesi scorsi diffidai la giunta regionale, che può solo badare all’ordinario, dal nominare i dirigenti delle aziende sanitarie provinciali. Lo feci con una lettera formale, indirizzata anche alle istituzioni superiori: al presidente del Consiglio, ai ministri di Salute ed Economia e ai referenti del Tavolo Massicci. La mandai in copia alla stampa, unitamente a una nota informativa. Sui quotidiani del giorno dopo risultò – per la solita magia – che l’azione era stata condotta intanto dal consigliere regionale del Pd Sandro Principe, il quale aveva inviato ai giornalisti una mera dichiarazione politica, tra l’altro a diverse ore dalla mia. Insomma, Principe si è ritrovato ad avere meriti che non aveva, frutto della mia diffida.

Da giornalista credo nella libertà d’informazione. E l’ho sempre difesa quando è stata attaccata. Per esempio, nella primavera passata volli una conferenza alla Camera dei Deputati sulla libertà d’informazione in Calabria, che va difesa e tutelata sempre. Ma è necessario che anche la stampa faccia il suo e si sleghi dal potere di palazzo, riacquistando la sua autonomia. Finché questo non accadrà, avremo una stampa piegata, debole, nemica di se stessa.

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