La storia di Andrea: la voce del silenzio

sordità

 

Oggi voglio raccontarvi una storia toccante ed emblematica. È la storia di Andrea, bimbo di 12 anni, non udente. È la storia di un abbandono da parte delle istituzioni. Per questo ho scritto una lettera al sindaco di Vibo Valentia e al Presidente di Provincia. Perché questa storia si trasformi presto in una sfida che coinvolga tutti. Per il bene di Andrea e per la dignità delle istituzioni stesse.

 

di Dalila NESCI

 

Andrea (il nome è di fantasia) è un bambino di Vibo Valentia. Ha solo 12 anni ed è non udente. La legge – esattamente l’articolo 9 della legge n. 104 del 1992 – prevedrebbe che il Comune si faccia carico del minore, garantendogli autonomia e piena integrazione nella famiglia, nella scuola e nella società, attraverso la predisposizione di interventi e servizi idonei, anche per prevenire e/o rimuovere stati di emarginazione e di esclusione sociale.

Ecco allora che Andrea fino all’anno scorso ha frequentato un idoneo istituto in Campania. Peccato però che, secondo quanto ha raccontato Francesco Mobilio su Il Quotidiano del Sud, la Provincia di Vibo Valentia che concorreva col Comune direttamente al pagamento della retta per Andrea, dall’inizio del nuovo anno scolastico ha interrotto il servizio economico. Il piccolo non poteva più andare in Campania. Doveva allora cercare una sistemazione alternativa in zona, in Calabria.

Allora la Dirigenza del Convitto Nazionale di Stato “Gaetano Filangieri” di Vibo Valentia ha pensato di inoltrare al Comune la richiesta per l’interpretariato. Con l’aiuto e il supporto riconosciuto e assicuratogli dalla legge, lì Andrea avrebbe ripreso il suo percorso di studi.

Purtroppo però, fino ad ora, la storia di Andrea non è una storia a lieto fine. Da ottobre, infatti il 12enne non va a scuola, dato che il Comune ha risposto picche alla richiesta del Convitto. Ad Andrea non verrà assicurato l’assistente.

È una guerra tra poveri quella che stiamo vivendo: il Comune e la Provincia di Vibo Valentia si trovano, purtroppo, in dissesto finanziario. Non hanno soldi in cassa. Ciononostante è fondamentale – e obbligatorio – individuare insieme una soluzione, per garantire al minore tutti i diritti di legge.

Ecco perché ho scritto una lettera inviandola al sindaco di Vibo Nicola D’Agostino e al Presidente della Provincia Andrea Niglia. Bisogna lavorare insieme e trovare una soluzione al più presto. Perché questa storia, la storia di Andrea, deve chiudersi con un lieto fine.

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