L’assurda vicenda del bambino di Soverato: la mia lettera a Renzi, Giannini e all’arcivescovo Ciliberti

Ho scritto una lettera coinvolgendo tutte le istituzioni pubbliche, centrali e regionali, interessate. Da Matteo Renzi a Stefania Giannini, dal Garante Nazionale per l’Infanzia a quello regionale. Fino anche all’arcivescovo Antonio Ciliberti della diocesi di Catanzaro. Tutto per metterli al corrente di una storia surreale capitata a un bambino di Soverato.

 

di Dalila NESCI

 

Pochi giorni fa ho presentato un’interrogazione parlamentare su un fatto, che è arrivato anche alla ribalta mediatica nazionale. Un fatto a dir poco surreale: una scuola di Soverato (Cz) ha negato il viaggio di istruzione a uno studente perché durante la gita dell’anno precedente ragazzino di undici anni era stato trovato in possesso di un preservativo, peraltro, ancora sigillato. Una sproporzione di “pena” che richiede l’intervento tempestivo delle istituzioni.

Ecco perché ho deciso non solo di presentare un’interrogazione, ma di inviare anche una lettera a tutte le istituzioni interessate e che non possono, ora, girarsi dall’altra parte.

La storia in questione dà un’immagine distorta e negativa della scuola calabrese, come fosse legata a una cultura tribale da stereotipo sul Sud. Soprattutto, la specifica punizione del minore interessato non risulta avere in sé alcun fine educativo e neppure pare da ricondurre alla (superata) concezione kantiana sulla funzione della pena. Al contrario, il provvedimento appare addirittura, per come maturato e motivato, come forma di riprovazione scaturente da un concetto disumano e repressivo della sessualità, peraltro senza un contestuale piano-percorso formativo di specie, che la scuola ha da garantire ai minori.

Per l’estrema contraddittorietà del fatto  e per le sue possibili conseguenze, ho sentito il dovere di coinvolgere le più alte Istituzioni pubbliche in tema di infanzia. Parimenti, pur nel rispetto della necessaria laicità dell’intervento pubblico, ho voluto includere l’Arcivescovo della Diocesi cui appartiene il minore, sulla base delle pronunce ufficiali del Pontefice in tema di sessualità e tutela della salute personale, considerabili da qualsivoglia prospettiva sulla fede.

A tutela del minore interessato e della scuola, chiedo alle Istituzioni i rispettivi interventi di competenza e al servizio pubblico della Rai di attivarsi al fine di concorrere a riportare, pure con gli strumenti dell’informazione e dell’approfondimento, serenità e normalità in questa vicenda, che rischia di nuocere allo stesso bambino e, per l’avvenuta, amplissima diffusione mediatica, anche alla comunità degli alunni dell’istituto – e non solo.

QUI PUOI LEGGERE L’INTERROGAZIONE

QUI PUOI LEGGERE LA LETTERA INVIATA

2 commenti

  1. Vicenda minore di Soverato IC Foscolo punito perché in possesso (sic!) di un preservativo.

    Esimia Deputata Nesci,
    credo proprio che nella vicenda del minore di Soverato lei abbia capito molto poco.
    Ciò nella migliore delle ipotesi; la peggiore è che lei abbia fatto finta di non capire.
    Quanto riportato nella sua interrogazione non corrisponde al vero. Il motivo della punizione, peraltro assunta da un organo collegiale, non è quello da lei prospettato e sembra inverosimile che lei non ne sia a conoscenza.
    Sovvertendo la realtà dei fatti, con le affermazioni riportate nella sua interrogazione, lei offende non il dirigente dell’IC Foscolo ma la più ampia categoria degli insegnanti e della maggior parte dei genitori che a quella struttura educativa affidano i propri figli.
    Lei si è fatta portavoce del risentimento di una singola famiglia ma, così facendo, non ha considerato l’effetto sull’amor proprio di una platea molto più vasta.
    Con la sua sprovvedutezza ha fortemente compromesso molte simpatie per la forza politica alla quale appartiene.
    Mi auguro che gli altri rappresentanti del M5S abbiano una maggiore consapevolezza del proprio ruolo politico, evitando di vanificare l’impegno degli altri attivisti.
    Nel salutarla la invito a considerare le reazioni già apparse sui più diffusi social network.
    Mimmo Laganà

    (p.s. Nell’occasione la informo che da più anni il vescovo della Diocesi di Catanzaro, al quale ha pure indirizzato la lettera pubblicata su questo sito, non è più mons. Ciliberti. Anche questo la dice lunga sulla sua reale conoscenza del territorio)

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