Le frottole di Orfeo. Sbugiardate punto per punto (VIDEO)

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Arrogante. Altezzoso. Borioso. E quando si sente attaccato nel merito sghignazza beffardo. Questo è stato Mario Orfeo, direttore del Tg1, ieri in audizione in commissione Vigilanza Rai. Un direttore che, alle mie osservazioni, con tanto di esempi concreti, sulla parzialità evidente del suo telegiornale, ha scelto di rispondere in maniera indecorosa, sia nella forma che nella sostanza. Ma è arrivato il momento di sbugiardarlo. Punto per punto.

di Dalila NESCI

Durante il mio intervento gli ho fatto notare come il suo telegiornale sia – checché lui ne dica –  evidentemente parziale, a tutto discapito del MoVimento. Non è un caso, infatti, che i membri dei vari partiti non facevano che tessere lodi e ripetere la stessa litania su quanto è bravo e bello Orfeo. Non noi. Noi abbiamo fatto notare come spesse volte, e guarda caso proprio quando si tratta dei Cinque Stelle, il Tg1 manipola le informazioni, non offrendo un resoconto oggettivo. Di esempi ne ho fatti tanti: dalle falsità dette sul post di Alessandro Di Battista in merito alla guerra contro i jihadisti fino al servizio, tagliato ad hoc, sulla partecipazione di Gianroberto Casaleggio a Cernobbio.

Ma iniziamo dall’esordio di Orfeo alle mie osservazioni. Giusto per capire il personaggio:

Sono molto contento per il lavoro della redazione in questo anno e mezzo di mia direzione. E questo lo voglio dire soprattutto ai parlamentari Cinque Stelle. Innanzitutto ringrazio l’onorevole Ciampolillo che mi ha chiesto di seguire dei principi che mi sono sempre dato, a differenza della sua collega Nesci (sghignazza, ndr) che mi ha chiesto le dimissioni. Ho trovato più garbato l’invito da parte sua, più moderato quantomeno”.

E poi aggiunge:

Voglio dire al Movimento Cinque Stelle che ho la coscienza a posto. Non c’è mai stata capziosità da parte nostra”.

Davvero? Vediamo:

Se lei pretende – mi ha detto Orfeo – che Grillo fa un intervento sul blog di 11 minuti e io debba mettere 11 minuti di Grillo è assurdo. Noi metteremo di quegli 11 minuti quelli che noi riteniamo opportuni […] Se poi non vi piacciono gli insulti a Renzi, basterebbe che Grillo non mettesse insulti a Renzi sul suo blog”.

Tralasciamo per un attimo  – oramai non è più una novità – il tono arrogante delle sue parole e andiamo al concreto. Il riferimento di Orfeo è alla mia osservazione in merito ad un servizio del 20 agosto scorso in cui Grillo, in un video, attacca il governo toccando diverse questioni, dalla crisi economia allo stato drammatico del nostro Paese. Di undici minuti che dura il video, la giornalista riprende solo 15 secondi, riportando esclusivamente le parole rivolte al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, oscurando tutto il resto e dichiarando, falsamente: “undici minuti di videomessaggio conditi di insulti al premier”. Ovvio: qui nessuno dice che il Tg1 doveva riprendere tutti gli 11 minuti (solo Orfeo poteva pensarlo!). Ma è altrettanto ovvio –  non ci vuole un genio a capirlo – che se si riprendono solo le parole forti dette a Renzi senza tutto ciò che c’è prima, senza darne giusta motivazione (come viene fatto appunto nel video), si rischia di disinformare il cittadino che sentirà gli insulti di Grillo al premier senza che ne sappia le ragioni. È questa l’informazione, caro Orfeo?

Secondo punto. Dice il direttore: “Non è colpa mia se perfino l’ambasciatore di Baghdad a Roma ha ritenuto provocatoriamente di invitare Di Battista a fare il mediatore con la jihad islamica”.

Anche qui balle colossali. Forse Orfeo non ricorda la tempistica. Gliela ricordiamo noi. 20 agosto: Di Battista scrive un post in cui dice, semplicemente e legittimamente, che violenza genere violenza. Punto. La stessa sera va in onda il servizio del Tg1 che stravolge la realtà. Il mezzobusto Alberto Matano mette in bocca a Di Battista questa affermazione: “Foley è stato ucciso dall’imperialismo americano”. Cosa mai detta né pensata da Alessandro! E l’ambasciatore di Baghdad a cui fa riferimento Orfeo, invece? Ecco il punto: la dichiarazione è del 21 agosto! Che dici, Orfeo, non è più probabile che il tuo resoconto distorto abbia contribuito a far passare un’idea sbagliata, essendo il telegiornale più visto in assoluto, anche nelle ambasciate italiane all’estero? È proprio questo quello che intendiamo quando parliamo dei rischi di una informazione parziale, caro direttore.

Ultimo caso: “Non è colpa mia se l’ex governatore della Bce Jean-Claude Trichet ha invitato il dottor Casaleggio a chiudere in maniera un po’ frettolosa il suo intervento perché il tempo a disposizione era stato ampiamente superato”.

En plein: tre baggianate su tre! Qui c’è il video del servizio del Tg1 per chi non l’ha visto. Dopodiché traete voi le conclusioni: cosa c’è di giornalistico nella chiusa del servizio, per nulla spiegata e argomentata: “ma la platea è perplessa, non mancano critiche (quali????, ndr). E di fronte al prolungarsi dell’intervento gli chiedono di chiudere”? Precisazione: non è che gli hanno chiesto di chiudere, come dice il Tg1. Più semplicemente, il tempo a disposizione era prestabilito. Ma, si vede, è troppo per il Tg1 specificare questo piccolo particolare.

E a questo punto valutate voi. Orfeo chiude la risposta dichiarando: “Crediamo di aver rappresentato in ogni occasione quello che è il pensiero e la posizione del Movimento Cinque Stelle”. Non aggiungo altro.

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