Le nomine zozze e quella delibera che inchioda gli Scopelliti’s

Foto delibera

Sulle nomine nella sanità ho scoperto una delibera pazzesca (estratto in foto, nda) della giunta regionale della Calabria, per la quale oggi ho presentato un esposto alla procura e alla Corte dei conti, insieme a un’interrogazione al governo. Si tratta della delibera della giunta calabrese n. 730 del 2010, proposta dall’allora vicepresidente Antonella Stasi, in cui l’esecutivo scrisse di non poter nominare legittimamente i direttori delle aziende della sanità.

di Dalila NESCI

Era la giunta capitanata da Peppe di Reggio, alias Giuseppe Scopelliti. Il governatore venne condannato, decadde e la sua giunta andò in prorogatio, retta proprio dalla Stasi. Il Consiglio regionale calabro modificò a schifo la legge elettorale e iniziò il balletto sulla data delle elezioni, fissate con decreto Stasi al 23 novembre, dopo un sano ritocco della riferita legge porcata.

Nel frattempo la giunta nominò abusivamente alcuni dirigenti: il presidente di Fincalabra Luca Mannarino, il dg dell’Asp di Cosenza Alessandro Moretti e il dg dell’Ao Materdomini di Catanzaro Antonio Belcastro. Non contenta, la giunta regionale ha provato a moltiplicare le nomine in sanità, addirittura riunendosi sino a notte fonda, tra pipistrelli e vampiri.

Intanto, l’Avvocatura dello Stato e i ministeri di Salute ed Economia hanno rispettivamente chiarito, in un parere e in due comunicati stampa, che la giunta Stasi-Scopelliti deve stare buona e calma e badare all’ordinario: non può nominare nessuno, il rinnovo delle dirigenze sanitarie toccherà al prossimo esecutivo, punto.

Fregandosene di tutto e tutti, la giunta della Calabria ha optato per nominare dei commissari delle aziende ospedaliere. Ancora, però, non ha raggiunto l’accordo interno per deliberare, il che sto cercando in tutti i modi di evitare. Anche la possibilità di nomina di questi commissari è esclusa dall’Avvocatura dello Stato e dai due citati ministeri.

Nel caos e nella strafottenza degli Scopelliti’s, ho trovato la delibera n. 730/2010 della giunta calabrese, proposta proprio dal vicepresidente Antonella Stasi, oggi governatore regionale facente funzioni. In questa delibera del 2010 la giunta calabrese ammette che le nomine dirigenziali nella sanità sono di competenza esclusiva del governo (testualmente «sono attratte dal Governo centrale che le esercita tramite il predetto Commissario» – ad acta, nda). Pertanto, il problema è a monte, e non riguarda più l’attuale regime di prorogatio.

Come accennato, allora, ho trasmesso un esposto alla procura di Catanzaro e alla Corte dei conti, ho presentato un’interrogazione parlamentare diretta al presidente del Consiglio e ai ministri di Salute ed Economia, ho inviato a questi ultimi una lettera e poi una seconda all’intera giunta regionale calabrese e al sub-commissario per il Rientro Luciano Pezzi. Ho chiesto luce sulle nomine già effettuate, verifiche su eventuali responsabilità penali e contabili, un netto stop rispetto a nuove nomine dalla giunta e l’immediata nomina, da parte del governo, del commissario per il Rientro dal debito sanitario della Calabria.

Intanto, come se non bastasse, forse puntando all’estetica e non alla sostanza, l’Ufficio di presidenza dell’arrogante giunta della Regione Calabria ha acquistato cravatte per un importo pari a 28.915,50 euro (cifra superiore alla retribuzione annua di un lavoratore calabrese), dimenticandosi poi di pagarle.

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