Lettera al commissario dell’Asp di Reggio, Gioffrè: subito i rimborsi per i dializzati

sangue

 

Preg.mo Commissario Santo Gioffrè,

 

sul «Quotidiano del Sud» di oggi, 7 maggio c.a., viene riportata un’agghiacciante testimonianza del signor Giuseppe Nicolace, di Laureana di Borrello (Reggio Calabria). Secondo quanto raccontato dall’articolista, Laura Cimino, il signor Nicolace, sottoposto a dialisi da tre anni, vive con soli 280 euro al mese e non riceve i pur dovuti rimborsi da dieci mesi, al punto da chiedere aiuto ai propri familiari. Il fatto è gravissimo, considerato, peraltro, che per le cure il signor Nicolace è costretto raggiungere Palmi e, come ricordato dal medesimo, «i soldi per pagare la benzina non ce li ho […]. L’Asp me li dovrebbe dare per legge, i rimborsi per questi viaggi, e non me li dà».

Pertanto, di recente il signor Nicolace ha deciso, in segno di protesta, di interrompere la terapia salvavita per sei giorni, tanto che si è reso necessario l’intervento dissuasivo delle forze dell’ordine.

La succitata vicenda è sintomatica di una situazione di drammatico abbandono, come denunciato anche dall’Aned (Associazione Nazionale Dializzati e Trapiantati), che ieri, in una lettera inviata al commissario alla sanità calabrese, Massimo Scura, ha illustrato le problematiche di specie. Insieme al signor Nicolace, infatti, sono circa trecento i dializzati che, nel solo territorio di Reggio Calabria (in tutta la Regione sono oltre mille), hanno diritto a un rimborso, dovuto dall’Asp che Lei dirige e che, in alcuni casi, ritarda addirittura di tredici mesi.

Il trasporto dei dializzati è un problema che va avanti da tempo, nonostante i continui solleciti e le richieste di chiarimenti che pure sono stati fatti. Lo scorso 30 giugno mandai una lettera alla Presidente facente funzioni della Regione Calabria, Antonella Stasi. Posi il problema del trasporto dei dializzati, costretti a spostarsi per conto proprio, e avanzai la proposta di convocare un tavolo tecnico con gli operatori del trasporto pubblico finanziati dalla Regione.

A quel primo sollecito, visto il silenzio dell’allora Presidente, ne seguirono altri, cui mai è stata data la benché minima risposta. Niente, di là da un silenzio inspiegabile e pesante.

La sanità è il primo problema della Regione Calabria. Purtroppo, nonostante le ultime vicende – penso alle recenti nomine di direttori e commissari delle aziende sanitarie calabresi – l’attuale governo regionale sembra preso soprattutto dalla tutela di assetti di potere, per cui dimentica, con facilità e leggerezza, i bisogni concreti delle persone comuni.

Lei stesso, dottor Gioffrè, sa bene, nonostante i Suoi silenzi opportunistici, che la Sua nomina è illegittima, essendo in palese contrasto con quanto prescritto dall’articolo 8 del Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, che dispone il divieto di conferire incarichi apicali «a coloro che nei cinque anni precedenti siano stati candidati in elezioni europee, nazionali, regionali e locali, in collegi elettorali che comprendano il territorio della ASL».

Ciononostante, Le chiedo di attivarsi per porre rimedio alla riferita situazione, che non ammette scusanti.

In attesa di Sue, porgo distinti saluti.

 

Roma, 7 maggio 2015

 

Dalila Nesci

Deputato, M5S

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