L’immobilismo e le colpe della politica nella vicenda Campanella

urbani

 

 

 

L’inchiesta della Procura di Catanzaro sulla Fondazione Campanella conferma i ritardi imperdonabili della politica, nel provvedere spesso sostituita dalla magistratura.

 

 

 

di Dalila NESCI

 

 

 

Nel lontano 2008 la commissione ministeriale d’inchiesta “Serra-Riccio” definì la Campanella un mostro giuridico, nei fatti servito a speculare sul bisogno di redditi. La politica, che doveva trarne le conseguenze, ha prodotto ulteriori danni tra immobilismo e promesse vane. Adesso va risolto il problema del finanziamento regionale all’ospedale catanzarese Mater Domini, erogato con un protocollo d’intesa scaduto e sulla base del dato storico, per un dispendio di circa 20 milioni di euro all’anno, sulle spalle dei calabresi.

 

Il governatore regionale Oliverio può dunque intervenire evitando da subito ulteriori sprechi e ricuperando fondi per la sanità. Inoltre, il governatore Oliverio può verificare da sé quale sia la presenza continuativa del subcommissario Andrea Urbani, che, come denunciato dal collega M5s Paolo Parentela, ha un mensile di circa 10 mila euro a carico della Regione Calabria, ma secondo notizie stampa andrebbe in ufficio una volta a settimana.

Speriamo che stavolta non occorra l’azione di supplenza della magistratura, investita del caso con un esposto di Parentela.

 

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