M5S contro lo scippo al Pugliese da parte del Mater Domini

scura pugliese

Sulla sanità della Calabria, il commissario Massimo Scura, il suo vice Andrea Urbani e il rettore Aldo Quattrone hanno fatto lo scalpo all’ospedale Pugliese di Catanzaro, per favorire il policlinico Mater Domini, dell’Università. Per ora soltanto noi del Movimento Cinque Stelle abbiamo alzato la voce.

 

di Dalila NESCI

 

L’integrazione in atto tra l’ospedale Pugliese e il policlinico universitario Mater Domini di Catanzaro è l’ultimo colpo del potere che conta, a danno dell’intera sanità calabrese.

L’Università Magna Graecia divorerà il Pugliese in un boccone, ripetendo il copione già visto per la Fondazione Campanella. Lo diciamo con i colleghi parlamentari calabresi Nicola Morra, Paolo Parentela, Federica Dieni e Laura Ferrara.

Il rettore Quattrone e i commissari Scura e Urbani, abituati alla colonizzazione delle strutture pubbliche, stanno trasferendo il Pugliese a Germaneto, per cui lì dovrà essere il pronto soccorso, ad almeno 30 minuti dal centro di Catanzaro, contro ogni regola e logica d’intervento. Inoltre questa manovra, che al Pugliese prevede lo smantellamento di unità operative di peso piuttosto che di rami secchi, nuocerà anche all’ospedale Ciaccio e ai commercianti dell’area urbana. Soprattutto, essa è compiuta con la totale assenza della Regione Calabria, che dovrà soltanto pagarne i costi, e tramite una finta commissione paritetica, sbilanciata a favore dell’Università di Catanzaro.

È sorprendente il silenzio assoluto del governatore Oliverio, del sindaco catanzarese Abramo e dei consiglieri comunali alla Sergio Costanzo, che dicono di voler difendere la città dalle spoliazioni, salvo inginocchiarsi al rettore Quattrone e sodali.

Nel mutismo delle forze politiche, M5s aveva anticipato da mesi questo epilogo, cioè la distruzione del Pugliese a beneficio dell’Università. Agiremo con ogni strumento parlamentare, anche nelle sedi giudiziarie, per impedire questo scippo, che aiuterà i baroni e peggiorerà i servizi. L’integrazione in questione, infatti, non è obiettivo del piano di rientro, ma rappresenta l’ennesimo abuso clientelare di Urbani e Scura.

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