M5S scrive a Mattarella sul caso dell’ospedale della Piana di Gioia Tauro

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Oggi, insieme ai colleghi M5S Nicola Morra, Federica Dieni e Paolo Parentela, siamo tornati sull’ospedale nuovo della Piana di Gioia Tauro e sugli altri tre previsti in Calabria. Questa volta abbiamo scritto direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendogli di decidere al più presto su un ricorso riguardante l’iter dell’ospedale pianigiano.

 

di Dalila NESCI

 

Abbiamo scritto a Oliverio, alla Procura, alla Dda, a Renzi. Ora abbiamo deciso – io e gli altri parlamentari M5S calabresi Nicola Morra, Federica Dieni e Paolo Parentela – di mettere al corrente su quanto sta accadendo in Calabria riguardo ai 4 ospedali da costruire (specie quello della Piana di Gioia Tauro) direttamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale abbiamo chiesto di decidere al più presto su un ricorso riguardante l’iter dell’ospedale pianigiano.

Dalla pronta definizione del ricorso in argomento, infatti, dipenderà parte del futuro della sanità calabrese, che deve diventare pubblicamente credibile.

La scelta di dotare la regione Calabria di quattro nuovi ospedali fu concepita dalla politica, sul presupposto che fosse inutile e più dispendioso potenziare quelli esistenti, pur se la riqualificazione della sanità in Calabria richiede anzitutto un intervento delle istituzioni per garantire il rispetto delle regole, sovente calpestate in favore di gruppi politici e mafiosi di potere.

La questione, ora, è che si spenderanno ben 400 milioni circa per i nuovi ospedali, per cui occorre stare in guardia contro interessi ‘ndranghetistici e criminali.

Peccato però che nessuno pare pensare a questo “piccolo” particolare. Non a caso, al capo dello Stato abbiamo ricordato d’aver già interessato anche il governatore regionale, Mario Oliverio, chiedendogli un tavolo con l’intera rappresentanza parlamentare calabrese e trasmettendogli precisi rilievi riguardo al nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro. Tuttavia, quello che riscontriamo è una generale e preoccupante indifferenza della politica sulle questioni legalitarie poste.

Nel contesto registriamo, poi, l’inconsueta proposta della Prefettura di Vibo Valentia di impiegare per la costruzione dell’ospedale nuovo vibonese il personale della Gam, azienda fallita che produceva componentistica per raffreddare il petrolio.

In Calabria servono risposte immediate, soprattutto per la sanità pubblica, che non può subire lungaggini o, peggio, il condizionamento per fini elettoralistici o speculativi della politica o della criminalità organizzata, non di rado coincidenti.

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