M5S vicino a Tiberio Bentivoglio. Ma ora intervenga lo Stato con i fondi anti-racket

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Il Movimento cinque stelle è vicino a Tiberio Bentivoglio. Ora, però, intervenga il governo con l’assegnazione dei fondi anti-racket.

 

di Dalila NESCI

 

Il testimone di giustizia Tiberio Bentivoglio e la sua famiglia vanno concretamente protetti con ulteriori mezzi, come dimostrano i fatti inquietanti delle ultime ore.

Ecco perché, in merito all’incendio doloso che ha distrutto il negozio di articoli per gravidanza e prima infanzia dell’imprenditore reggino, ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri della Giustizia e dell’Interno. Proprio come nel caso dell’imprenditore antimafia Nino De Masi, accanto alle minacce di morte e agli attentati della criminalità organizzata Bentivoglio ha dovuto fronteggiare anche la vergognosa assenza dello Stato, in clamoroso ritardo nell’erogazione del fondo per le vittime del racket.

È questa la ragione per cui ho chiesto ai ministri Orlando e Alfano di intervenire nei fatti in soccorso all’imprenditore, per troppo tempo abbandonato dalle istituzioni e lasciato solo, vittima del vergogno sistema bancario, che ha concorso a stritolarlo.

La questione è di una gravità assoluta: tocca lo stato come garante del lavoro, del risparmio e della giustizia reale. Il governo non può più giocare, altrimenti la calabria sarà desertificata dalla ‘ndrangheta.

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