Made in Pd: Bersani candida Enza Bruno Bossio e Rosy Bindi

La "novità" del Pd, moglie di Nicola Adamo e protagonista del mancato rilancio della Calabria.

La “novità” del Pd, moglie di Nicola Adamo e protagonista del mancato rilancio della Calabria.

Diecimilaseicentotredici elettori del Pd hanno scelto Enza Bruno Bossio alle loro primarie interne. La moglie di Nicola Adamo ha stravinto in provincia di Cosenza. In nome di una democrazia taroccata, fatta di apparenze, compromessi e accordi all’ombra, la Bossio entrerà in parlamento, nonostante la sua storia di vecchiume e fallimento politico documentato.

Secondo Bersani, il risultato deriva da una consultazione aperta e garantita. Lady Adamo ha invece dichiarato che si tratta di un’attestazione di stima nei confronti del marito Nicola, già vicepresidente della giunta regionale Loiero ed emblema di quel sistema viscido e puzzolente che ha condannato la Calabria all’arretratezza, all’emigrazione, all’assenza di libertà e possibilità.

Con la Bossio, Stefania Covello, figlia dell’ex senatore Franco (quello del caciocavallo silano in tv), peraltro già candidato in Forza Italia, rappresenterà lo spirito di rinnovamento del partito di Bersani; alla faccia delle rottamazioni dello sconfitto Renzi. La Covello ha incassato 6.720 preferenze: il solito pacchetto di voti, come per la Bosso.

Rinfreschiamo un momento la memoria: Adamo era stato cacciato dal Pd, in quanto politicamente impresentabile. Lo avevano capito in tutte le segrete stanze del partito, ma la tentazione di riciclare la moglie deve essere stata troppo forte. Il Pd ha puntato sul magistrato Piero Grasso, come Antonio Ingroppa lesto ad abbandonare la toga per farsi i casi suoi. L’immagine di moralità politica di Bersani e soci è stata smentita in un attimo dal tandem Bossio-Covello. Ciliegina sulla torta il recupero di Rosy Bindi, in servizio permanente dal 1989 e già ministro della Sanità insana nei governi di Prodi e D’Alema.

In Calabria spesso gli scheletri ritornano: è un problema arcinoto, che affonda le sue radici nel bisogno di tanti disoccupati e nel controllo delle coscienze attraverso promesse, ricatti, affiliazioni.

Con la vittoria del Movimento Cinquestelle, questo schifo colossale finirà definitivamente.

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