Massonerie, attentato alla Costituzione e banche spa…lleggiate

Massoneria copia

Nei giorni scorsi ho presentato due interrogazioni su problemi di grande rilievo pubblico, legate al tema dell’Europa che ci impone tasse e tagli micidiali, insieme a riforme che annullano la sovranità popolare e la democrazia.

di Dalila NESCI

La prima delle due interrogazioni tocca l’attentato alla Costituzione (leggi l’atto sul sito della Camera, tramite questo link), che al momento non si può mai imputare alla maggioranza, visto che l’articolo 283 del codice penale prevede, perché il reato si configuri, il compimento di “atti violenti”. Siccome la Costituzione è, nella riforma in corso, stravolta da continui attentati della maggioranza, abbiamo chiesto al governo di modificare subito, cioè per decreto, l’articolo 283 del codice penale, in modo che sia punibile qualunque modifica costituzionale volta a cambiare la forma di governo, anche se non fosse operata con “atti violenti”.

Inoltre, abbiamo chiesto al governo di rispondere sulle notizie contenute nel libro, di Gioele Magaldi, dal titolo Massoni. Società a responsabilità limitata (Chiarelettere, 2014). Per l’autore apparterrebbero a potenti logge l’ex presidente della Repubblica, diversi ministri del governo Renzi e imprenditori e faccendieri onnipresenti nelle cronache italiane (leggi l’atto sul sito della Camera, tramite questo link). Di più, l’autore ha scritto che le decisioni fondamentali di Stati democratici vengono assunte all’interno di logge organizzate a livello internazionale. Vertici istituzionali, scelte di politica economica e rapporti tra le nazioni sarebbero deliberati a tavolino, nelle segrete stanze di consorterie massoniche. Le imposizioni che stiamo subendo dall’Europa non si sottrarrebbero a queste trame.

Per ultimo, abbiamo chiesto al governo se non ritiene di modificare, anche alla luce dell’usura e delle tante truffe bancarie, la normativa sulle quote della Banca d’Italia, in modo che siano di proprietà dello Stato e non, come è adesso, delle banche commerciali. Ricordo che le quote furono rivalutate dall’esecutivo di Enrico Letta con il famoso decreto Imu-Bankitalia: passarono da 156.000 euro a 7,5 miliardi, di fatto impedendo allo Stato di farle sue. Subito dopo questo provvedimento, Letta junior cedette il testimone a Matteo Renzi, ed è bene rammentarlo per leggere i fatti in una visione più completa, meno ingenua.

La seconda interrogazione, invece, riguarda la possibilità di trasformare in società per azioni le banche popolari con attivi sopra gli 8 miliardi, introdotta dal governo nel decreto-legge del 24 gennaio scorso, detto Investment compact. Questa norma potrebbe essere stata ispirata da rapporti di potere ai vertici della finanza (leggi l’atto parlamentare sul sito della Camera, tramite questo link). Tra le possibili favorite c’è, per esempio, la Bpm, il cui presidente del Consiglio di Sorveglianza è Piero Giarda, già ministro del governo Monti. Soprattutto, la norma in questione tocca banche popolari che raccolgono quasi il 25% del risparmio privato. Se queste banche si trasformassero in spa, avrebbero un governo aziendale non più controllato dai risparmiatori. Inoltre, applicherebbero condizioni svantaggiose nei prestiti, nei mutui, nella gestione dei conti correnti. Il ministro dell’Economia ha dichiarato, in proposito, che il governo ha ascoltato la Banca d’Italia, cioè le banche private che sono proprietarie dell’organo di vigilanza. Nell’interrogazione in parola abbiamo proposto un ripensamento, auspicando che il governo senta pure le associazioni che tutelano i risparmiatori, prima di andare avanti sul punto ((leggi l’atto parlamentare sul sito della Camera, tramite questo link).

Ricorderete che, inascoltati dalla maggioranza, tentammo di impedire la modifica dell’articolo 138 della Costituzione, che ne regola il procedimento di revisione, addirittura salendo sul tetto della Camera.

Tra silenzi e distrazioni del sistema, stanno avvenendo fatti molto gravi e impuniti. Le riforme – della previdenza (pensioni), del diritto del lavoro (Jobs Act) e della Costituzione in generale – sono pretese dall’Europa, che vuole togliere agli italiani le risorse economiche e la possibilità di decidere del proprio futuro.

Il nostro impegno politico è massimo su questi temi, con atti che intervengono – come quelli qui sintetizzati – sulle dinamiche del potere e sulla gestione del sistema bancario, che stanno soffocando l’economia, la democrazia e la dignità delle persone.

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