Mia lettera al commissario Scura: congelare subito i nuovi decreti del rientro

Nesci scura

 

Preg.mo Commissario, Ing. Massimo Scura,

 

la recente – Sua – riduzione della Cardiologia interventistica dell’ospedale di Cosenza a unità operativa semplice ignora la realtà dei fatti e mortifica i pazienti e gli operatori della struttura; di sicuro rilievo, stando alla qualità e quantità delle prestazioni erogate.

Tale scelta, diciamocelo a viso aperto, Lei l’ha subita; come ha subito la trasformazione, nello stesso ospedale, dell’unità operativa semplice di Odontoiatria in unità operativa complessa, ora sotto la guida della dottoressa Simona Loizzo, già coordinatrice locale di Forza Italia e poi provinciale del Pdl.

Scrivo che Lei ha subito le riferite scelte perché esse non sono giustificabili su un puro piano tecnico; a meno di non ricorrere a quello che il padre dell’epistemologia contemporanea chiamava «espediente morale», cioè un pretesto per argomentare quanto non si può.

Come sa bene, Ing. Scura, la complessità, nel caso di specie, è data dalla funzione. Allora, alla luce delle riferite scelte appare più complesso – peraltro nell’attuale fase, cruciale, di rientro della regione dal debito sanitario – estirpare un dente piuttosto che inserire una sonda nel cuore.

Credo che lei sia partito col piede sbagliato, anche se le intenzioni iniziali, quelle illustratemi il 31 marzo scorso nel Suo ufficio, mi sembravano buone e condivisibili. Nella fattispecie, mi era parso d’avere come interlocutore un tecnico con una prudenza di fondo e con la volontà di approfondire aspetti ancora ignoti della realtà sanitaria calabrese: il ruolo in ombra dell’Università di Catanzaro, la vicenda della nomina inconferibile a Reggio Calabria e gli sprechi milionari che si consumano nelle strutture pubbliche della nostra sanità.

Oggi, però, lei sta dimostrandosi politicamente orientato, dopo aver avallato alla cieca la decisione del subcommissario Andrea Urbani di non riattivare l’ospedale di Praia a Mare (Cosenza), nonostante disposto da una sentenza del Consiglio di Stato, e l’ospedale di Trebisacce (Cosenza), che – per le ragioni di cui alla medesima sentenza – va riaperto senza indugi.

Le ricordo poi che Lei ha decretato la “risurrezione” di Ginecologia e Ostetricia presso l’ospedale di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), malgrado le direttive ministeriali lo impedissero. Delle due l’una: o le direttive sono valide per tutta l’Italia o fanno eccezione per i feudi elettorali del Nuovo centrodestra, il che va ancora stabilito con legge costituzionale.

Le chiedo, dunque, di voler tornare indietro; intanto ripristinando a Cosenza l’Unità complessa di Cardiologia interventistica e congelando da subito il decreto sulla nuova rete dell’assistenza, poiché contrasta con le scelte politiche – in fieri – in materia di assetto gestionale della sanità.

Con l’auspicio che risponda presto all’evidente, La ringrazio e saluto cordialmente.

 

Roma, 14 aprile 2015

Dalila Nesci

Deputato, M5s

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>