‘Ndrangheta, Nesci (M5S): A De Masi non può bastare scorta

De Masi23

La Calabria è a un bivio. Ce lo dicono i segnali di guerra lanciati sabato scorso ad Antonino De Masi. Quarantaquattro potenti colpi di Kalashnikov contro la sua azienda non sono un semplice avvertimento. Naturalmente, gli inquirenti lavoreranno per capire, trovare i responsabili. Alla politica, alla stampa e alla comunità toccherà invece preservare il tessuto produttivo della regione, perché esso è chiaramente minato.

di Dalila NESCI

De Masi, infatti, occupa quasi 200 lavoratori, testimonia in giro etica e legalità e conduce una battaglia difficilissima contro l’usura bancaria. Se dunque, lacerato o intimorito, egli dovesse chiudere i battenti, avrebbe vinto l’antistato. Ma non per forza propria, per capacità persuasiva e dissuasiva: l’antistato s’imporrebbe per assenza dello Stato, per abbandono; per ripiegamento dell’organizzazione pubblica nelle sue procedure, nella logica, spesso terribile, della competenza amministrativa.

Chi deve muoversi ora che è in pericolo il futuro della Calabria che lavora senza negoziare con la ‘ndrangheta? È sufficiente una protezione personale per l’imprenditore calabrese, che da poco gestisce un deposito di container del porto di Gioia Tauro? C’è qualcuno che considera De Masi un intoppo per la filiera criminale dell’area, in cui i sequestri di cocaina hanno superato di recente, in un solo anno, le due tonnellate? Qual è il messaggio che andrà fuori regione, se con tanta solidarietà verbale si lascerà l’uomo al suo destino, in modo che molli tutto e magari emigri in Australia?

Sono domande che dobbiamo porci in profondità, oltre la cronaca. Sono domande che devono impegnare in primo luogo la politica, regionale e nazionale, mai così scollate e distanti. Sono domande che riguardano la quotidianità della Calabria, in cui il lavoro è troppo spesso un miraggio, un ricatto, una concessione o un servigio per un clan di ‘ndrangheta. Sono domande che possiamo considerare come mattoni per l’avvenire della nostra terra, la cui economia si regge ancora su un sistema clientelare e assistenziale che non lascia molto spazio all’inventiva, all’innovazione, al talento delle imprese.

Per di più, qui come nel resto dell’Italia esiste un limite enorme per la ripresa economica. Alludo alle attuali commissioni di massimo scoperto e a condizioni che le banche impongono unilateralmente per causa dell’esiguità delle tutele.

De Masi ha urtato contro questo potere bancario, ingaggiando una sfida impossibile in sede civile e penale contro i suoi colossi, a partire da Cesare Geronzi. La storia ci indica, stando alle stesse confessioni di Geronzi al giornalista Massimo Mucchetti, oggi senatore del Pd, che le lobby finanziarie fanno piovere e scampare: creano imperi aziendali o distruggono le piccole e medie imprese per aumentare a dismisura i propri utili. Ne hanno sempre pagato le spese i risparmiatori italiani, che, come ripete De Masi, da Cirio a Monte dei Paschi hanno dovuto subire la mancanza di controlli delle istituzioni preposte; intanto la Banca d’Italia.

De Masi è perciò al centro di due fuochi, e non va bene, per capirne i rischi economici, parlare solo di ‘ndrangheta, di organizzazione criminale armata. L’imprenditore ha problemi di sicurezza personale, sicché potrebbe cessare l’attività, se nel tempo non ci sarà il polso fermo dello Stato. Assieme c’è la questione dell’usura, riconosciuta da una sentenza della Cassazione. Se De Masi non avrà una giustizia giusta ed efficace, subirà una doppia beffa e per l’ennesima volta passerà il messaggio che è meglio profittare, rubare e delinquere, piuttosto che fare impresa seguendo l’etica e le regole.

Da deputato lancio l’appello per una seria e pronta azione parlamentare che garantisca gli imprenditori contro l’usura bancaria e i danni che questa dovesse aver cagionato. Come deputato calabrese, chiedo alla politica di trovare l’unità sulla vicenda di De Masi, essenziale per il futuro del lavoro produttivo in Calabria.

 

già su Il Quotidiano della Calabria del 19 Aprile 2013, pagg. 1-19

 

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