No all’azienda sanitaria unica. Oliverio faccia tre sole aziende ospedaliere

Nesci ospedale di Tropea

 

Continua il mio tour per gli ospedali calabresi. Questa mattina sono stata a Tropea (Vibo Valentia) dove ho visitato il presidio, anche questo decimato da anni di tagli imposti dai governi nazionali e regionali. E da qui ho lanciato un chiaro messaggio a Oliverio: l’azienda sanitaria unica regionale non funzionerà, meglio creare tre sole aziende ospedaliere. Per il nord, il centro e il sud della Calabria.

 

di Dalila NESCI

 

Un’azienda sanitaria unica per tutta la Regione Calabria sarebbe per ora una soluzione troppo spinta, considerati i gravi problemi di gestione nelle diverse aree del territorio. È questo il messaggio, chiaro ed inequivocabile, che stamattina ho lanciato, a margine dell’ispezione odierna all’ospedale di Tropea (Vibo Valentia), al governatore della Calabria Mario Oliverio, con riferimento alla riforma in ponte, avviata dallo stesso presidente.

Si potrebbero, invece, creare tre sole aziende ospedaliere per il nord, il centro e il sud della Calabria, in modo da riorganizzare il personale senza avere problemi di contratto, anche in virtù della ridefinizione corrente della rete dell’assistenza.

In quanto alle aziende sanitarie suggeriamo al governatore Oliverio di mantenere comunque una ripartizione per aree territoriali. Sarebbe più utile una riforma che separasse, per migliorarne la gestione, l’ambito ospedaliero e l’ambito dei servizi sanitari non ospedalieri.

Il Movimento cinque stelle vuole collaborare costruttivamente al riordino del sistema di gestione della sanità. Dobbiamo dunque partire dal dialogo e dal nuovo Patto per la salute, che ci obbliga a rifare daccapo la rete dell’assistenza, già approvata dai ministeri competenti nella sua versione attuale. Perciò, il primo punto politico è sapere se la Calabria può ottenere una deroga ai canoni del nuovo Patto per la salute o se la sua rete dell’assistenza va ricostruita per intero.

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