NOI SIAMO L’ITALIA, CONTE E GUALTIERI NON LO DIMENTICHINO. NO MES!

Il Presidente del Consiglio Conte ed il Ministro dell’Economia Gualtieri si ricordino in ogni istante che NOI SIAMO L’ITALIA. Nessuno può approfittarsi della nostra condizione per ipotecare anche il futuro economico del Paese.
Le Camere sono sovrane, non avete la maggioranza per trattare di MES.
Cosa non capite di #NoMes? No Mes vigente, no Mes riformato, no Mes anche “senza condizionalità”.
Eravamo contrari alla costituzione del MES, lo siamo oggi alla sua draconiana riforma. Non lasceremo che l’Italia vada a mendicarne i finanziamenti.
Il MES è uno strumento pensato per crisi asimmetriche di singoli Paesi che, avendo perso la fiducia dei mercati per “mala gestio”, sono costretti a ricorrervi rinunciando alla propria autonomia politica. Ma questa è una pandemia, uno shock avverso, esogeno e simmetrico che COLPIRA’ inevitabilmente TUTTA EUROPA. E, per giunta, la sua dotazione è assolutamente insufficiente per rispondere alle attuali necessità del nostro Paese.
Le “condizionalità” previste dal suo Statuto – che ora sembrerebbero così semplici da abrogare – sono la ragione stessa della sua esistenza.
Dubitiamo fortemente che chi ha imposto la Troika ad Atene invierebbe a Roma i Re Magi!
La massiccia iniezione di liquidità prospettata dalla BCE e la sospensione delle regole del patto di stabilità decisa dall’Ecofin vanno invece nella direzione giusta. Ma non basta! Questa liquidità deve arrivare all’ECONOMIA REALE. Possiamo spendere e dobbiamo farlo per comprare subito ventilatori, mascherine, tamponi, assumere medici, sostenere le imprese, aiutare le famiglie.
Ecco allora che la strada maestra è già tracciata: la Banca Centrale Europea deve diventare prestatore di ultima istanza degli Stati nazionali e monetizzare, in questo frangente, tutto il nuovo debito che sarà emesso per far fronte alla crisi.
Quando l’ultimo focolaio sarà sopito, dovrà però svegliarsi una nuova Europa.
L’austerity, i paletti, le condizionalità dovranno lasciare il posto alla democrazia, alla fratellanza, alla solidarietà tra tutti i suoi popoli. Altrimenti NON CI SARA’ PIU’ UN’EUROPA, la STORIA e i POPOLI troveranno altre strade per COOPERARE e PROSPERARE.

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