Nomine, ho diffidato Stasi e tutta la “banda” Scopelliti

Banda Scopelliti

 

Ne ho per tutti i compari di Scopelliti, che agiscono contro il parere di capi dipartimento della Regione Calabria. Alla giunta regionale ho appena inviato una diffida contro la ventilata nomina dei dirigenti generali delle aziende sanitarie calabresi, trasmettendola anche al presidente del Consiglio, ai ministri di Economia, Salute e Affari regionali, alla Corte dei conti e, infine, al Tavolo Massicci.

di Dalila NESCI

L’ho ritenuto necessario: Stasi e soci vanno a briglie sciolte, nonostante i vertici amministrativi della Regione dissentano formalmente sul piano del diritto. È il caso, abbiamo visto ieri, del dirigente generale della programmazione nazionale e comunitaria, Paolo Praticò, che lo scorso 29 luglio ha inviato una nota alla giunta regionale, obiettando giuridicamente il cambio nell’Autorità di gestione del Por 2007-2013, avvenuto con un semplice verbale allegato a una deliberazione di giunta del 15 luglio scorso. In sostanza, un altro dirigente gestirà circa un miliardo di fondi Ue, grazie a un’assegnazione di responsabilità che non rispetta i crismi dovuti. Sul punto vi rinvio a un articolo molto approfondito e vero di Luciano Regolo, pubblicato sul coraggioso blog L’Ora siamo noi.

Inoltre, è il caso del dirigente generale del personale, Umberto Nucara, il quale alla giunta ha scritto chiaro che non è possibile nominare dirigenti apicali, poiché i suoi poteri sono ristretti, limitati all’ordinario, secondo la Corte costituzionale e il Consiglio di Stato. Ciò deriva, come noto, dalla decadenza del governatore Giuseppe Scopelliti, condannato a sei anni e interdetto secondo la legge Severino.

Questo esecutivo di arroganti e prepotenti, pieno di conflitti d’interessi e sete di potere, sta andando oltre ogni immaginazione, profittando della grave situazione in cui si trova l’Italia, della generale distrazione e del silenzio di tanta opposizione in Consiglio regionale.

Il Movimento Cinque Stelle denuncia tutto, però, con atti, fatti e nomi: lo spaventoso conflitto nella sanità della presidente Stasi, moglie dell’imprenditore Massimo Marrelli; il mancato rientro di circa 40 milioni nelle casse pubbliche, su cui Giacomo Mancini junior, assessore regionale al Bilancio, non sa che cosa dire del suo buro-sauro Umberto De Rose e simili; la nomina del dg dell’Asp di Cosenza Alessandro Moretti, sprovvisto di titoli; la nomina di Antonio Belcastro a dg dell’azienda ospedaliera “Mater Domini” di Catanzaro, sostenuta  da un parere dell’avvocatura regionale, peraltro, bastonata dalla recente ispezione del Ministero dell’Economia da cui sono emersi scandalosi incarichi di vertice.

Questa giunta regionale della Calabria ha replicato il famoso «modello Reggio», con larga compiacenza nei palazzi romani. Ma non proseguirà: le azioni parlamentari e l’autonomia del Movimento Cinque Stelle stanno già dando i loro frutti, nonostante i silenzi di certa stampa calabrese. Supina, serva, inutile.

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