Nomine illegittime: mia lettera al ministro Madia sui casi Gioffrè e Carpentieri

madia

 

Preg.mo On.le Ministro Madia,

 

come Lei sa, la Calabria si trova sotto Piano di rientro dal debito sanitario. Detto percorso incominciò nel 2010, nell’emergenza socio-sanitaria dichiarata dopo i decessi, del 2007, di tre minori: Federica Monteleone, Flavio Scutellà ed Eva Ruscio.

Un’apposita commissione ministeriale d’inchiesta, che a seguito dei ricordati eventi esaminò le condizioni – materiali e operative – delle strutture ospedaliere calabresi, rappresentò, a conclusione dei lavori, la necessità prioritaria di imporre il rispetto delle leggi, al fine di risanare il sistema sanitario regionale.

Da allora, purtroppo, in questo senso non è stato compiuto granché: né per qualità né per quantità. Sotto la gestione della precedente Giunta regionale (di centrodestra) – il cui Presidente fu, sino alla decadenza del 3 giugno 2014, pure commissario per l’attuazione del Piano di rientro dal debito sanitario – vennero adottati provvedimenti al di fuori del quadro normativo vigente, a partire dalle nomine dei vertici delle aziende sanitarie regionali, avvenute in regime di prorogatio dell’esecutivo, retto da altro Presidente, nella fattispecie facente funzioni. Il Consiglio regionale della medesima legislatura approvò, di là dai poteri suoi propri, la legge elettorale e poi una nuova disciplina in tema di accreditamento sanitario.

Per la democrazia in Calabria quanto sopra narrato è stato – e resta – un colpo micidiale, considerato che nella regione è spesso difficile stabilire un confine netto tra Stato e antistato; anche alla luce di non poche risultanze investigative che rivelano tradimento della Repubblica da parte di importanti figure istituzionali.

Da poco il commissario dell’AO di Reggio Calabria, Frank Benedetto, ha nominato Giulio Carpentieri – pensionato e già dirigente del Consiglio regionale della Calabria – direttore amministrativo aziendale. Detta nomina è avvenuta in contrasto con il contenuto di una recente deliberazione della Corte dei conti depositata in data 21/11/2014, e anche con le precisazioni della sua notoria circolare in materia, pubblicata sulla Sulla Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2015.

Nelle settimane scorse la giunta regionale della Calabria ha nominato commissari di aziende sanitarie e ospedaliere, senza un atto di recepimento da parte del commissario deputato al rientro sanitario. Ex articolo 8 del Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, non poteva essere conferito al Dott. Santo Gioffrè l’incarico di Commissario dell’Asp di Reggio Calabria, a motivo del fatto che nel 2013 lo stesso fu candidato quale sindaco di Seminara (Reggio Calabria). Con missiva dello scorso 1 aprile, la scrivente parlamentare ha invitato lo stesso Dott. Gioffrè a determinarsi secondo le prescrizioni di Legge, non ottenendo alcuna risposta ma prendendo atto, in compenso, dell’avvenuto insediamento dello stesso nell’incarico di commissario dell’Asp di Reggio Calabria. Peraltro, stando a un articolo apparso su «Il Quotidiano del Sud» di oggi, 9 aprile c. a., lo stesso Dott. Gioffrè vorrebbe attivare azioni risarcitorie per 300 mila euro, rispetto a rilievi sulla predetta inconferibilità, benché temerarie e prive di fondamento, se effettivamente avviate.

Ora, il punto principale mi pare proprio risiedere nel fatto che in Calabria, specie nella sanità pubblica, sembrano in vigore altre leggi; ben diverse, stando alle cronache, da quelle che vigono per il resto dell’Italia. Eppure, una è la Repubblica, uno lo Stato, uno il corpo delle leggi.

Tutto quanto premesso, le chiedo un incontro personale, al più presto, al fine di ricevere una risposta chiara, di cui la Calabria ha bisogno, in merito alla legittimità od illegittimità delle recenti nomine summenzionate.

 

Certa di pronto riscontro, ringrazio dell’attenzione e porgo i migliori saluti.

 

Roma, 9 aprile 2015

 

Dalila Nesci

Deputato, M5s

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