Ombre sull’ospedale della Piana di Gioia Tauro: M5S scrive a Oliverio, governo e Dda

Pedemontana_Piana di Gioia Tauro

 

«Riteniamo che l’amministrazione regionale della Calabria debba valutare con grande cautela atti e fatti legati all’ubicazione e realizzazione dell’ospedale nuovo della piana di Gioia Tauro, prima di firmare il contratto di appalto». È quanto abbiamo scritto io, Federica Dieni e Paolo Parentela in una lettera inviata oggi a Mario Oliverio.

 

di Dalila NESCI

 

Oggi io, Federica Dieni e Paolo Parentela abbiamo scritto una lettera indirizzata al governatore della Calabria, Mario Oliverio, e per conoscenza al presidente del Consiglio, ai ministri della Salute, dell’Economia e della Giustizia, alle Dda di Reggio Calabria e Milano e alla Corte dei conti.

Abbiamo deciso di intervenire dopo la notizia dell’imminente firma, da parte della Regione Calabria, per l’avvio del cantiere dell’ospedale a Palmi (Reggio Calabria), in un terreno accanto all’istituto scolastico professionale “Galileo Ferraris”. Ci sono grossi problemi sulla proprietà dei suoli e sulla regolarità dell’iter amministrativo seguito finora dalle giunte regionali di centrosinistra e centrodestra, come d’altronde già sottolineammo nell’agosto 2013 in un’interrogazione rivolta ai ministri della Salute e della Giustizia, senza però ricevere risposta.

Nella lettera, abbiamo precisato che per il bene della sanità calabrese la Commissione Serra-Riccio rimarcò l’esigenza, irrinunciabile, di ripristinare una situazione di legalità. Citando le conclusioni di quell’inchiesta ministeriale sugli ospedali calabresi disposta dopo la morte dei minori Federica Monteleone, Flavio Scutellà ed Eva Ruscio, abbiamo sottolineato che «se non si assumeranno iniziative di rottura rispetto al passato, fatalmente si permarrà nella situazione fotografata dalla Commissione Antimafia del parlamento, che crudamente individua una politica che ha perso autonomia e trasparenza per dipendere, essa stessa, dallo scambio tra gestione della spesa sanitaria e consenso, che rappresenta il punto più alto del degrado politico e morale che investe la Calabria».

 

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