Ospedale di Crotone: ecco le nostre richieste ai vertici sanitari e ai ministri dopo l’ispezione

Nesci e Parentela all'ospedale di Crotone

 

 

Preg.mi Commissari e Governatore della Calabria,

 

di recente ho visitato l’ospedale di Crotone, che mi ha fatto subito impressione, nonostante l’operatività del personale rimasto.

Come sappiamo, il sistema di emissione e gestione della moneta comune ha prodotto un indebitamento pubblico insostenibile, assieme alle misure salva-Stati concepite nell’ambito di organismi non elettivi, riconducibili alla sfera del privato.

Come ho già riassunto in più interrogazioni parlamentari, per via del Patto di stabilità e poi del Trattato di Lisbona sono stati operati tagli lineari – sempre più demolitivi – ai servizi pubblici; specie nella sanità, con aumento dei rischi per pazienti e personale del settore.

Oggi l’articolo 32 della Costituzione è subordinato al «pareggio di bilancio», introdotto con la modificazione, immediata e silenziosa, degli articoli 81 e 97, avvenuta in una fase di forte shock per il Paese, prodotto dalle impennate dello spread, dalla paura della crisi, dall’inusuale sostituzione di un Governo repubblicano e dal declassamento del cd. «rating», a quanto pare per fini speculativi e assieme illeciti.

L’effettivo sblocco del cd. «turn over» del personale sanitario è fortemente condizionato dalle politiche di rigore imposte in seguito ai ricordati accordi; corroborate da un disagio, diffuso e viepiù gravoso, cagionato dall’aumento del debito pubblico, meccanicamente destinato soltanto a salire.

Ciò premesso, Vi chiedo di intervenire, ciascuno per le proprie competenze – in rappresentanza dell’Asp, del Governo e della Regione Calabria –, sui problemi dell’ospedale di Crotone che articolerò qui di seguito, invitandoVi anche a relazionarVi coi Ministeri dell’Economia e della Salute, responsabili del futuro della sanità calabrese.

Preliminarmente, in merito all’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, si invitano le SS.LL. a verificare il possesso dei requisiti di legge del Direttore sanitario, in quanto, in relazione al conferimento dell’incarico pubblico di direttore sanitario, per «struttura sanitaria di medie dimensioni» – di cui alla normativa del D.P.R. 484/’97, richiamata espressamente nella deliberazione di Giunta regionale n. 9/2014 – non s’intende l’azienda sanitaria di cui è dipendente il dirigente medico, ma quella struttura, dell’azienda medesima, in cui lo stesso ha concretamente espletato la propria attività dirigenziale. L’attuale Direttore sanitario, il Dott. Agostino Talerico, ha diretto, come figura nel curriculum personale, la struttura di Angiologia dell’ospedale di Crotone, che non risulta affatto «struttura sanitaria di medie dimensioni».

Entrando nel merito delle dotazioni, si invitano le SS. LL. ad adoperarsi, in relazione alle proprie competenze, per allocare al più presto il Pronto soccorso in locali adeguati, poiché la sua sede attuale appare simile a un ospedale da campo. Da troppo tempo, infatti, esso ha una sistemazione provvisoria assolutamente inidonea a gestire le attività, anche in ragione dei numerosi accessi quotidiani di immigrati sbarcanti a Crotone.

La questione più grave è la pesante diminuzione di posti letto, passati da circa 800 a 280, con la contestuale, imprudente riduzione di operatività dei più vicini presìdi della fascia ionica e dell’altopiano silano. In questo quadro, la recente previsione di sopprimere strutture fondamentali di Neonatologia, a partire dalla Tin, aggrava la situazione e sgomenta, soprattutto a motivo delle difficoltà di trasferimento dei pazienti in altro ospedale, per causa delle strade – lente, insicure o non ammodernate – e per la carenza di buoni mezzi di soccorso. Lo stesso discorso vale per le dotazioni di Nefrologia e Oncologia, sia pure con le diverse specificità dei citati reparti, oggi in sofferenza mentre per i pazienti oncologici si prepara una probabile surrogazione assistenziale da parte di privati, su cui la scrivente ha presentato atti di sindacato ispettivo e rilevato normazioni di favore in relazione al DCA n. 151/2013.

Per i rischi nel trasporto, varrebbe prevedere una Stroke Unit di riferimento per l’area crotonese, che non costringa la popolazione a corse contro il tempo.

Per quanto concerne la Cardiologia, servono i presìdi necessari di emodinamica e interventistica, con ristrutturazione dell’Utic, curiosamente ancora siglata «Ucic», come nel lontano passato.

Tra silenzi e omissioni, una situazione non più sostenibile è presso il Laboratorio analisi, dove, stando a inquietanti testimonianze di personale, si registra tra addetti un’incidenza tumorale molto elevata, per la quale non sono state condotte indagini approfondite e definitive. Oltretutto, nonostante la dichiarata disponibilità di fondi, esiste un progetto, ancora fermo, per la ristrutturazione del Laboratorio in cd. «open space», che agevolerebbe le attività secondo gli standard di oggi e la forza lavoro disponibile, sensibilmente ridotta dal lungo blocco del turn over.

L’Asp di Crotone avrebbe da ricevere in restituzione financo 6 milioni di euro, per quanto appreso nella visita ispettiva. In compenso, le risorse di personale sono numericamente molto scarse. A riguardo è indispensabile, a parere della scrivente, effettuare una celere ricognizione delle unità mancanti, attivando con rapidità le procedure di reclutamento anche per gli ospedali calabresi cd. «spoke».

 

Fiduciosa in un positivo e pronto riscontro, ribadendo la personale collaborazione istituzionale porgo i migliori saluti.

 

Roma, 1 luglio 2015

 

Dalila Nesci

Deputato, M5S

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