OSPEDALE DI LOCRI: LORENZIN NON È PADRE PIO

Un utile ripasso, a poche settimane dalle politiche.
Si torna a parlare dell’ospedale di Locri (Rc), dopo la recente visita degli ispettori ministeriali nella struttura sanitaria. Il sindaco della città, Giovanni Calabrese, con una lettera ha chiesto attenzione al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che nel 2014 andò lì a fare passerella promettendo mari e monti.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: a Locri il Pronto soccorso ha gravi carenze, il Punto nascita è sovraccarico e sull’Ortopedia c’è un’inchiesta in cui a dirigenti dell’Asp, intanto al vertice attuale, si attribuiscono incapacità e responsabilità.
In favore dell’ospedale di Locri e dell’intera comunità servita, ho da ultimo promosso un tavolo istituzionale, convocato dall’attento prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari.
Il punto, nello specifico, riguarda l’organizzazione complessiva dei servizi e dunque le scelte della maggioranza di governo, a Roma e in Regione.
Col debito rispetto verso il sindaco di Locri, non credo che Lorenzin sia figura affidabile e attendibile. E non credo che le iniziative del ministro sotto elezioni possano essere centrate e risolutive.
L’area della Locride merita risposte, intanto sul diritto alla salute. È ormai evidente che le risposte necessarie non possano arrivare dai vecchi partiti, che pur conoscendo i problemi hanno voltato lo sguardo, mentendo ai cittadini. Specie a un passo dal voto.

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