Porre la “questione vibonese” a Roma

territoriodef

Il governo non può voltare le spalle ai dipendenti della Provincia di Vibo Valentia, rimasti senza stipendio per causa di vecchie responsabilità gestionali, cui si aggiungono i tagli e le restrizioni imposti dalla finanza dell’Europa. Lo dico a proposito della protesta del personale dell’ente, che in questi giorni ne sta occupando le sedi.

di Dalila NESCI

Appena arrivata alla Camera scrissi una lettera al capo dello Stato, rappresentando le pesanti difficoltà della provincia vibonese, per cui lo Stato deve dimostrare di esserci, intanto ripristinando la normalità. Poi ho scritto anche al presidente del Consiglio Renzi e ai ministri per gli Affari regionali, della Pubblica amministrazione, dell’Interno e dell’Economia, raccontando l’abbandono del territorio e l’urgenza di politiche di profondità che vadano ben oltre la ragioneria di oggi. In questo momento storico tutta la politica è chiamata, specie in Calabria e nell’area vibonese, a compiere ogni sforzo per ricostruire un tessuto economico e sociale sano, che è la base della libertà dei singoli».

Sabato 6 dicembre incontrerò con le forze sindacali i dipendenti della Provincia di Vibo Valentia. Sono convinta che ai tavoli romani si debba porre la questione vibonese nel suo complesso, il che richiede lungimiranza della politica, capacità progettuale e autorevolezza, indispensabili per discutere col governo del futuro del territorio.

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>