PROVINCIA DI VIBO VALENTIA: LE BALLE DI NIGLIA E CENSORE

Devo mettere dei puntini sulle “i”, dato che Andrea Niglia, presidente della Provincia di Vibo Valentia, ha di recente tenuto una conferenza stampa (elettoralistica) sulle novità per le Province in crisi introdotte dalla Legge di Stabilità per il 2018.

Parto dal dato certo. Al contrario di quanto, tenendo fede alla stampa locale, affermato da Niglia, le norme di specie sono contenute nel comma 843 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità per il 2018 (Legge numero 205/2017), che non è affatto un emendamento. Ma passiamo sopra.

Il comma citato recita: «Alle province che, alla data del 30 novembre 2017, hanno deliberato la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, hanno presentato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale o ne hanno conseguito l’approvazione, o risultano in dissesto, è attribuito, per ciascuno degli anni del triennio 2018-2020, un contributo nell’importo complessivo di 30 milioni di euro annui. Il contributo di cui al periodo precedente è ripartito, con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, secondo criteri e importi da definire, su proposta dell’UPI, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da conseguire entro il 31 gennaio 2018. Qualora l’intesa non sia raggiunta, ovvero non sia stata presentata alcuna proposta, il decreto è comunque adottato, entro il 10 febbraio 2018, ripartendo il contributo stesso in proporzione alla spesa corrente per viabilità e scuole, come desunta dall’ultimo rendiconto approvato dalla provincia interessata».

Che cosa ciò significa, in concreto? Vuol dire che vanno ancora definiti i criteri di ripartizione dei 30 milioni annui da attribuire alle Province interessate.

È giusto cantare vittoria, come ha fatto Niglia insieme a Censore, in una fase di (avviata) campagna elettorale? No, non è giusto, perché non si conosce ancora quanto riceverà la Provincia di Vibo Valentia, al netto delle procedure previste dalla legge. Nota la cifra, essa andrà rapportata al bilancio della Provincia di Vibo Valantia.

È corretto illudere i cittadini e i dipendenti provinciali, dicendo, come ha fatto Niglia, che per la Provincia di Vibo Valentia inizia un nuovo corso anche grazie alla possibilità di accedere a un mutuo, a parte, di 10 milioni di euro? No, perché si tratterebbe per l’ente in questione di un debito con lo Stato, che, peraltro, non si sa ancora se potrà essere contratto.

Che cosa cambia, per la Provincia di Vibo Valentia, alla data del 13 gennaio 2018, il comma 843 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità per il 2018? La risposta è che adesso non si può dire nulla, se vogliamo essere seri. Inoltre i fondi spettanti alle Province interessate arriveranno di certo dopo il 10 febbraio, senza che ancora si sappia quando e quanti.

E ancora, è credibile Niglia, quando dice di attendere la ripartizione dei fondi, annuncia d’aver chiesto un’anticipazione di cassa e prevede di «tornare in “equilibrio” nel giro di un semestre»? La risposta è no, a meno che Niglia non abbia la sfera di cristallo, che nemmeno il Mago Orno possiede.

Infine, è rispettoso e istituzionale Niglia, se si presta a simili strumentalizzazioni, magari nell’attesa che concluda i lavori la commissione d’accesso al Comune di Briatico (Vv), di cui lo stesso è sindaco? La risposta è no. E gli ricordo che la sottoscritta, insieme al Movimento 5stelle, ha lottato per tre anni – con interrogazioni, interpellanze, emendamenti, proposte di legge e anche con precise richieste al ministro dell’Interno,Marco Minniti – per risollevare le casse della Provincia di Vibo Valentia, consentirne l’esercizio delle funzioni e pagare gli stipendi al personale, anche litigando con Monte dei Paschi di Siena, tesoriere della stessa Provincia.

E, in proposito, sapete che cosa ha risposto il governo Renzi-Gentiloni, che non ha mai abolito le Province, creando confusione, danni alla comunità e ai dipendenti? Il governo ha risposto picche, ignorando le strade provinciali a pezzi, le scuole senza riscaldamenti e i dipendenti privi di stipendio.

Si possono ancora confermare questi teatranti al potere pubblico? Decidete voi, in coscienza e consapevolezza.

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