Quei posti letto assegnati dall’Asp di Cosenza e poi ritirati, la puzza di bruciato e il silenzio di Pallapalla e Pacenza

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Dimostra l’errore madornale già commesso la delibera con cui il direttore generale dell’Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, ha revocato la recente distribuzione di posti letto per le postazioni di continuità assistenziale e dell’assistenza residenziale e semiresidenziale nella provincia cosentina.

di Dalila NESCI

In un breve lasso di tempo Mauro ha prima assegnato diversi posti letto a privati, per poi ricredersi a distanza di poche settimane. Le motivazioni della retromarcia del dg sono nette, come ha scritto Il Corriere della Calabria, e, aggiungo, indicative di un ripensamento tutto difensivo. Lo dimostra il richiamo di Mauro, nella deliberazione di revoca, alla necessità che la struttura commissariale e il dipartimento Tutela della Salute stabiliscano appositi e specifici criteri per l’assegnazione di nuovi posti.

A questo punto Mauro deve dimettersi subito per l’errore in questione, che il silente governatore Mario Oliverio non può ancora ignorare. Mauro deve poi andare dai procuratori Nicola Gratteri e Mario Spagnuolo, di Catanzaro e Cosenza, e raccontargli che cosa sa di questa storia, se ha ricevuto pressioni, chi eventualmente gli abbia chiesto di assegnare quei posti letto in assenza di criteri specifici e chi potrebbe guadagnarci sopra. Scura e Urbani devono invece decretare la presa d’atto della deliberazione di revoca di Mauro, come fecero per la deliberazione con cui furono regalati i nuovi posti a privati. Questo episodio è gravissimo, conferma che in Calabria la sanità conserva una gestione clientelare e necessita di un intervento tempestivo e massiccio della magistratura.

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