Rai, lotteremo finché non ti arrende…rai!

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Non sanno più come fermarci. Non bastano tagliole e mannaie di ogni genere in Aula parlamentare, no. Ora vogliono tagliarci le gambe con un’arma più subdola, quella della disinformazione. Ma non ci riusciranno!

di Dalila NESCI

La prima vittima di questa nuova strategia è stato Alessandro Di Battista che, all’indomani della barbara uccisione del giornalista James Foley, ha scritto un post in cui, il senso di fondo, è che violenza genera violenza. Punto. Niente di più condivisibile. Ma ecco l’armata Brancaleone del Tg1 che, nell’edizione serale delle ore 20 del 22 agosto, riesce a mischiare totalmente le carte in tavola. Per dire: il mezzobusto Alberto Matano ha presentato il servizio dichiarando: «E sull’atteggiamento da tenere con gli islamisti dell’Isis i Cinque Stelle sono di nuovo nella bufera. Grillo dice: “non è vero che dialoghiamo con i terroristi”, ma Di Battista insiste: “Foley è stato ucciso dall’imperialismo americano”». Peccato che quello attribuito a Di Battista sia un virgolettato che NON ESISTE. Insomma, abbiamo toccato l’assurdo. Ecco perché ho presentato un’interrogazione in commissione Vigilanza Rai, firmata anche dai colleghi M5S di commissione Alberto Airola, Mirella Liuzzi, Lello Ciampolillo, Gianni Girotto, con richiesta di mandare a casa il mezzobusto Alberto Matano, la giornalista Claudia Mazzola (che ha realizzato il servizio) e, soprattutto, il direttore del Tg1 Mario Orfeo.

Passano soltanto cinque giorni e che cosa succede? È la volta del Tg2 che ieri, nell’edizione serale delle 20,30, si è occupato della riforma della giustizia del ministro Andrea Orlando. In chiusura del servizio, la giornalista Nadia Zicoschi ha affermato: «Non ha partecipato agli incontri il Movimento Cinque Stelle che non ha neppure inviato un documento con le loro posizioni al ministero che pure lo aveva sollecitato». Peccato, però, che Zicoschi dimentichi di dire che ci sono stati già due incontri (peraltro voluti dal Movimento Cinque Stelle!) col ministro Orlando, uno il primo giugno e uno il primo agosto, durante i quali abbiamo consegnato tutte le nostre proposte. Ancora una volta, dunque, si è data una notizia clamorosamente falsa. Ecco perché ho inviato, proprio oggi, una richiesta di rettifica al direttore del Tg2 Marcello Masi, che adesso ha 48 ore di tempo per correggere il tiro e, magari, chiedere scusa a noi e a tutti i cittadini per il resoconto fuorviante e di parte di cui si è reso responsabile.

Non ci stancheremo mai di denunciare questi soprusi. Vogliamo un servizio pubblico che rispetti tutti, a cominciare dai cittadini, che hanno il diritto di essere informati e non plagiati. Finché in Rai e nei Tg non lo capiranno, noi continueremo. E sarà peggio per loro.

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