Regione Calabria: incarichi, la rivoluzione di Pallapalla

Il governatore della Calabria, Mario Oliverio, non ordina più dossier sulle bravate in Regione. Ha smesso da un po’ di indossare i panni dell’ispettore Derrick, perché alla Cittadella è «tuttappostu». Mai come adesso. Con la nomina dell’uomo da mille e uno incarichi Mimmo Pallaria alla guida del dipartimento della Presidenza e del “magico” Bruno Zito al vertice del dipartimento Tutela della Salute, la cura dalla doppia palla può dirsi al termine. La Regione sarà una macchina burocratica perfetta, con uno strumento unico al mondo, che ci invidiano anche Usa e Russia: Il Codice Pignanelli, prossimo alla traduzione cinematografica.

WhatsApp Image 2017-09-02 at 14.47.44

Mancava, però, qualche perla da manuale, prima di chiudere in bellezza. Allora il rubicondo silano ha provveduto a completare l’opera (teatrale). Sotto Ferragosto, magari pregustando una bella grigliata mista all’ombra di un pino senza processionaria, ha nominato Sergio Arena, che non c’entra coi surgelati, al timone dell’Asp di Crotone. Il cardiologo non aveva i requisiti previsti dalla normativa nazionale. Nessun problema. Prima il Consiglio regionale ha superato l’irto ostacolo con una leggina che ha allungato a due anni – anche per Arena – la durata dei commissari delle aziende sanitarie; poi la Giunta regionale – che già aveva abbassato i requisiti richiesti dalla normativa nazionale – ha deliberato, nell’assenza del vicepresidente Antonio Viscomi, la riferita nomina del manager pitagorico. Una “Summer Arena”, insomma, da non confondere con quella di Soverato (Cz).

Ciò non bastava, però. E allora ecco due nomine speciali da parte della Regione Calabria: 1) quella del docente di educazione fisica Simone Antonio Veronese (dal curriculum di svariate pagine sulla carriera personale nella scuola) a responsabile amministrativo della segreteria del Nucleo regionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici; 2) quella del sindaco di Zagarise (Cz), Domenico Gallelli, nel cui curriculum compare l’«uso abituale del computer e di internet e della posta elettronica», quale responsabile amministrativo della struttura speciale dell’assessore all’Urbanistica. Bingo! La promozione della meritocrazia è l’emblema della gestione Oliverio; «guai ai dubbiosi, guai ai ritardatari, guai ai pusillanimi e guai, soprattutto, agli immemori».

Ciliegina sulla torta l’incarico al Pd Pietro Giamborino, già consigliere regionale della Calabria e usciere del Comune di Vibo Valentia, di componente della struttura ausiliaria dell’Avvocatura calabrese, l’organo che tutela in sede giudiziaria gli interessi della Regione. Dritto dritto per il diritto.

Riassumo. In nome della «discontinuità», Oliverio e compa(g)ny collocano due dirigenti di scopellitiano utilizzo al tetto dell’amministrazione regionale. Per la salute della Sanità Oliverio e compa(g)ny cambiano le regole al fine di incaricare un loro prediletto. E per ultimo, in nome del Partito (democratico) – quello che il due volte deputato Pd Franco Laratta, ora sistemato nel Cda di Ismea, incita (solo) a parole a rinnovarsi, all’uopo citando il verso di Majakovskij «non ti chiudere nelle tue stanze, partito, rimani amico ragazzi di strada» – Oliverio e compa(g)ny piazzano propri sodali dietro a importanti scrivanie della Cittadella. Un capolavoro, una rivoluzione copernicana.

Fai un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>