Rigassificatore di Gioia Tauro: Ministri, basta silenzi

Vi posto il video di un mio sollecito di ieri, 5 giugno 2013, alla Camera. Si tratta di un’interrogazione parlamentare sul rigassificatore di Gioia Tauro, firmata con altri 36 deputati de Movimento Cinque Stelle. L’opera suscita molte perplessità in merito all’iter amministrativo e, soprattutto, pone a rischio il territorio e la popolazione. Il ministro dello Sviluppo economico e il ministro dell’Ambiente, interrogati con l’atto di sindacato ispettivo n. 4-00184 del 9 aprile 2013, non hanno dato alcun segnale. Ho chiesto dunque risposte immediate.

 

 

Il testo del sollecito

Signor Presidente, colleghi deputati,

mercoledì 9 aprile, nella seduta n. 8, ho presentato l’interrogazione a risposta scritta n. 4-00184, firmata da altri 36 deputati del Gruppo del Movimento Cinque Stelle.

La questione sottoposta all’attenzione dei ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente riguarda la realizzazione di un rigassificatore nell’area del Porto di Gioia Tauro, su proposta della società Lng Medgas.

Nell’atto di sindacato ispettivo si ripercorreva l’iter del progetto, rilevando la mancanza di polizze fideiussorie, previste per legge, a garanzia del piano industriale della Lng Medgas.

La società ha perfino dimenticato di cancellare dal piano alcune annotazioni riguardo a perplessità sui posti di lavoro potenziali.

Tradotto in termini spiccioli: nel piano industriale di Lng Medgas, sottoposto all’attenzione del Comitato portuale, c’è scritto che i posti di lavoro promessi sembrano troppi. E questo lo ha scritto qualcuno che ha letto e valutato codesto piano, ritenendolo inattuabile nella sua interezza; se volete “gonfiato”.

Viene da dire che potrebbe trattarsi delle solite cose all’italiana, ma dobbiamo considerare che l’impianto in argomento dovrebbe essere realizzato in Calabria; in un’area, peraltro, già talmente inquinata da potersi definire la pattumiera d’Italia: inceneritore, biomasse, discarica. Aggiungiamoci la ‘ndrangheta spa, talmente addentrata nei traffici portuali di Gioia Tauro da aver intimato all’imprenditore Antonino De Masi, di lì, di lasciare il suo deposito container. Netto il linguaggio criminale, a colpi di Kalashnikov.

Rispetto alla realizzazione del rigassificatore, grazie al Decreto Sviluppo 2012 è divenuto eventuale anche il parere del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici; parere già due volte negativo per seri motivi di sicurezza ambientale e ora rimesso al silenzio-assenso.

Ad oggi, nonostante i venti giorni previsti per chiarire le questioni sollevate con la citata interrogazione, i ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente non hanno risposto.

Non vorremmo pensare che si tratti di una latitanza istituzionale di fatto e che, in fondo, dell’estrema periferia dell’Italia non importa più di tanto.

La Calabria è già stata ridotta a terra di affari e predatori, che spesso arrivano da fuori, prendono i finanziamenti pubblici e scappano.

Il governo deve garantire i cittadini e in fretta, a partire dalla trasparenza nelle procedure.

Sollecito, dunque, una pronta risposta all’interrogazione n. 4-00184, presentata nella seduta di n. 8 di mercoledì 9 aprile 2013.

2 commenti

  1. ….bene l’interrogazione !!!!!! ma, appartieni a un territorio mille problemi. vai avanti vai avanti…….

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