Rimborsi elettorali: i soldi al partito e la merda d’artista

Iconografia dei rimborsi elettorali dei partiti.

Iconografia dei rimborsi elettorali dei partiti.

I soldi dei partiti sono l’argomento più importante, la vergogna totale. Parliamo di versamenti privati e dei rimborsi elettorali con cui la casta ha comprato biancheria intima, giocate alle slot-machines, abbuffate al ristorante e perfino un suv per la neve a Roma.

Perciò, il 24 e 25 febbraio bisogna alzare la testa e votare per il Movimento Cinque Stelle, che ai rimborsi ha già rinunciato e in Sicilia ha restituito il 70% delle indennità dei suoi consiglieri regionali, così finanziando il credito alle piccole imprese.

 

 

di Dalila NESCI

Giuseppe Mussari, ex presidente dell’Associazione bancaria italiana e principale indagato per il crac del Monte dei Paschi di Siena, ha versato in dieci anni 683.500 euro alla locale federazione dei Ds.

Ernesto Rabizzi, presidente della Banca Antonveneta, ha dato ai Ds 125 mila euro, tra il 2010 e il 2011.

Nel 2004, 10 mila euro arrivarono alla Margherita da Gabriello Mancini, presidente della fondazione Mps. Il partito ricevette 6.750 euro dal presidente del consiglio regionale toscano Alberto Monaci, nel 2000 benefattore dei Popolari con “soli” 14 milioni di lire.

Giuseppe Catturi, invece, consigliere di varie società del gruppo Mps, versò 60 milioni di lire ai successori della Dc.

Nel 2005 Lorenzo Gorgoni, che ebbe un posto nel consiglio di Mps, contribuì alla campagna elettorale del berlusconiano Raffaele Fitto, candidato governatore della Puglia, con 50 mila euro tra lui e sua sorella.

Il Pdl Denis Verdini, invece, finanziò il partito con 74 mila euro in due anni.

L’elenco sarebbe interminabile. Il concetto è che basta pagare, per avere una carica. Poi il sistema preserva da tutte le incompatibilità: puoi essere parlamentare e presidente di una banca cooperativa, come Verdini. Nessun problema. Nemmeno se da Finmeccanica agli istituti di credito, passando per la “mafia” del gioco d’azzardo, ti prendi un posticino o una concessione di lusso con una piccola offerta o con l’aggancio giusto.

Si tratta di una “tangente” speciale, tipicamente italiana, che va ad aggiungersi allo schifo dei rimborsi elettorali, per cui proseguono le indagini sul Consiglio regionale della Lombardia. A riguardo, gli inquirenti hanno trovato una pappatoria che non ha nulla da invidiare alla Regione Lazio di Batman Fiorito e del Bombardiere IdV Maruccio. Stavolta, sono coinvolti consiglieri lombardi di Pd, Sel, Idv, Udc e Pensionati, che giuravano d’essere a posto. Peccato, però, che tra le assurde spese rimborsate figuri anche un barattolo di Nutella.

Una volta venivano beccati con le mani nella marmellata, ora vogliono la Nutella, forse perché il colore ricorda qualcosa di più solido da esorcizzare.

Noi pensiamo che, se non finisce questa storia di merde e merende, l’Italia non possa andare da nessuna parte. Perciò, il 24 e 25 febbraio bisogna alzare la testa e votare per il Movimento Cinque Stelle, che ai rimborsi ha già rinunciato e in Sicilia ha restituito il 70% delle indennità dei suoi consiglieri regionali, così finanziando il credito alle piccole imprese.

 

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