Saline Joniche: bloccata centrale a carbone ma Sei vuole che riMonti

La Centrale di Saline Joniche (Reggio Calabria) in progetto.

La Centrale di Saline Joniche (Reggio Calabria) in progetto.

Il presidente del Consiglio Mario Monti, firmatario del decreto di compatibilità ambientale della centrale di Saline Joniche, è oggi candidato con liste proprie a guidare nuovamente il Paese. Il tema dell’ambiente è fuori della sua agenda politica, fuori di quella di Bersani e Berlusconi. Io voglio battermi per contribuire a fermare i piani di colonizzazione territoriale e devastazione ambientale.

di Dalila NESCI

Il Tar del Lazio, interpellato per la sospensiva, ha bloccato la realizzazione della centrale a carbone di Saline Joniche (frazione di Montebello Jonico, in provincia di Reggio Calabria). Il decreto di compatibilità ambientale dell’opera, firmato dal presidente del Consiglio Mario Monti, non è stato approvato dalla Corte dei conti. Perciò, il provvedimento, impugnato da Bioassoberg e altre associazioni del territorio calabrese, non può essere operativo.

Si tratta di una prima vittoria degli ambientalisti, rappresentati dall’avvocato Domenico Callea, che nel ricorso hanno rilevato ulteriori vizi di procedura.

Tuttavia Sei, titolare del progetto, ha informato proprio ieri della conclusione di un accordo contrattuale per la cessione del 37,5%. Al più tardi, la cessione avverrà quando ci sarà l’autorizzazione unica. La spa non ha precisato chi è il nuovo investitore con cui ha negoziato la vendita della quota. Tramite l’amministratore delegato Fabio Bocchiola, l’azienda si è detta ancora più motivata a ottenere il permesso per la costruzione dell’impianto, lasciando intendere che potrà averla in breve tempo.

Si annuncia, dunque, una battaglia importante e delicata. Il Movimento Cinquestelle è da sempre insieme agli ambientalisti,impegnati sul campo. Primo perché è doveroso tutelare l’ambiente, bene comune fondamentali; secondo perché la costruzione della centrale a carbone di Saline Joniche manca di un confronto con chi lì vive e lavora; terzo perché la Calabria non ha problemi di energia; quarto perché nessuno dei sostenitori dell’impianto ha dimostrato l’inesistenza dell’alternativa energetica che preservi la salubrità e la bellezza della zona; quinto perché nello specifico non si tratta, come Sei propaganda, di un’opera moderna. Al contrario, la centrale a carbone ci riporta indietro nel tempo e testimonia la permanenza di un modello di sviluppo e di politica che non parte dal territorio, dalle sue esigenze reali.

Ora, la mossa di Sei, cioè l’annuncio del suddetto accordo economico perfezionato con un investitore ignoto, può essere:

1) una risposta mediatica alla sospensiva concessa dal Tar del Lazio ai ricorrenti ambientalisti;

2) un’operazione aziendale per accelerare il percorso amministrativo verso l’autorizzazione, in mancanza della quale la centrale resterà un progetto.

Riguardo alla pericolosità del carbone, rinviamo alla lettura di questo articolo, molto completo (qui il link). Per un approfondimento sui rischi per le persone e per l’ecosistema, rimandiamo alla documentazione su Pubmed, il sito che contiene le principali pubblicazioni scientifiche sulle ricerche in campo medico.

Noi facciamo Politica con la maiuscola. Per questo, sulla vicenda osserviamo che il presidente del Consiglio Mario Monti, firmatario del decreto di compatibilità ambientale della centrale di Saline Joniche, è oggi candidato con liste proprie a guidare nuovamente il Paese. Il tema dell’ambiente è fuori della sua agenda politica, fuori di quella di Bersani e Berlusconi. Ignorando il tema delle energie pulite, costoro si sono espressi in modi diversi a favore del nucleare.

Io voglio battermi per contribuire a fermare i piani di colonizzazione territoriale e devastazione ambientale.

È per questo che chiedo il sostegno di tutti i cittadini che non vogliono imposizioni dall’altro. Nello specifico, poi, queste imposizioni non hanno ricadute occupazionali e producono danni irreversibili per la salute pubblica e per l’ambiente.

 

One comment

  1. Rinaldo Sorgenti

    E’ incredibile che si riesca a demonizzare tutto e poi ci si lamenti se un determinato territorio rimane ai margini del sistema e non abbia opportunità di sviluppo e di progresso per i propri cittadini.

    Demonizzare il Carbone, utilizzando demagogici “luoghi comuni” è la migliore dimostrazione di come non funzioni questo Paese e come non potrà esserci una ripresa ed un’evoluzione affidata a chi esprime questi concetti, senza il minimo sforzo per documentarsi, approfondire il tema e riscontrare come fanno i grandi Paesi sviluppati del mondo, dai quali dovremmo imparare molto.

    Senza perdere molto tempo ed andando a guardare la realtà del primo Paese d’Europa, la Germania, sarebbe sufficiente per rendersene conto e, auspicabilmente, cambiare opinione ed indirizzo.

    Ma a taluni riesce difficile anche questo ed allora, molto più facile fare disfattismo, demonizzare tutto ed auspicare quello che non potrà mai essere, perchè non basato su cose realistiche e concrete.

    Straparlare di Fonti Rinnovabili, senza sapere che quelle proposte sono intermittenti e che possono dare un marginalissimo contributo alle esigenze di disponibilità dell’elettricità, sempre e quando serve, per lo sviluppo ed uil benessere è come gridare alla luna e rammaricarsi se, insieme alla pioggia non piovano anche le banconote. Che diamine, sarebbe così semplice!

    Che poi certe consorterie si interessino a qualsivoglia opportunità di sviluppo ed impresa, non può essere una ragione per demonizzare questo o quel progetto, perchè a quegli interessi non importa la tipologia del progetto.

    Ma se le cose serie vengono osteggiate per partito preso e senza approfondimento, quando mai ci sarà qualcosa di positivo che si concretizza in loco?

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